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CITTA' DEL VATICANO

Appello del Papa al 'Te Deum':
"Servono più sobrietà e solidarietà"

Nel corso della celebrazione Benedetto XVI ha sottolineato che la Chiesa cattolica “si sta già impegnando” a favore delle persone in difficoltà “ma è necessaria la collaborazione di tutti”

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Papa Benedetto XVI (foto Ap/LaPresse) Città del Vaticano, 31 dicembre 2008 - Per il Papa l'attuale crisi economica “chiede a tutti più sobrietà e solidarietà”. In occasione del ‘Te deum’ di fine anno nella basilica di San Pietro, Benedetto XVI sottolinea che la Chiesa cattolica “si sta già impegnando” a favore delle persone in difficoltà “ma è necessaria la collaborazione di tutti”.

 

"Cari fratelli e sorelle - ha detto il Pontefice - quest’anno si chiude con la consapevolezza di una crescente crisi sociale ed economica, che ormai interessa il mondo intero. Una crisi - ha proseguito - che chiede a tutti più sobrietà e solidarietà per venire in aiuto specialmente delle persone e delle famiglie in più serie difficoltà. La comunità cristiana - ha tenuto a ricordare Ratzinger - si sta già impegnando e so che la Caritas diocesana e le altre organizzazioni benefiche fanno il possibile, ma - ha detto - è necessaria la collaborazione di tutti, perché nessuno può pensare di costruire da solo la propria felicità”.

 

"Anche se all’orizzonte vanno disegnandosi non poche ombre sul nostro futuro - ha poi proseguito il Papa - non dobbiamo avere paura. La nostra grande speranza di credenti è la vita eterna nella comunione di Cristo e di tutta la famiglia di Dio”. A Maria, madre di Gesù, “presentiamo le attese e le speranze, come pure i timori e le difficoltà che ci abitano nel cuore, mentre ci congediamo dal 2008 e ci apprestiamo ad accogliere il 2009”, ha affermato. “Pieni di fiducia, potremo allora cantare a conclusione del ‘Te Deum’: ‘In te, Domine,speravi: non confundar in aeternum - Tu, Signore, sei la nostra speranza, non saremo confusi in eterno!’”, ha concluso il Papa.

 

Al termine della celebrazione, il Pontefice si è fermato a visitare il presepe di piazza San Pietro prima di rientrare nel suo appartamento al terzo piano del palazzo pontificio. Ratzinger ha pregato per qualche minuto ed è anche salito tra le statue del presepe, soffermandosi davanti alla culla di Gesù.










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