Benedetto XVI: "Occorre intervenire sulle cause. Poi: "Mettere i poveri al primo posto significa passare decisamente a quella solidarietà globale che già Giovanni Paolo II aveva indicato come necessaria". Napolitano condivide l'appello per debellare la povertà
CdV, 1 gennaio 2009 - "In questo primo giorno dell’anno sono lieto di rivolgere a tutti voi, presenti in Piazza San Pietro, e a quanti sono con noi collegati mediante la radio e la televisione i più fervidi auguri di pace e di ogni bene".
Lo ha detto il Papa rivolgendosi ai 100 mila fedeli che nonostante la pioggia non sono voluti mancare all’appuntamento dell’Angelus del primo dell’anno. "Desidero ancora una volta - ha aggiunto - mettermi in dialogo con i responsabili delle Nazioni e degli Organismi internazionali, offrendo il contributo della Chiesa cattolica per la promozione di un ordine mondiale degno dell’uomo".
"La fede cristiana - ha sottolineato - rende, per così dire, affidabili questi auguri, ancorandoli all’avvenimento che in questi giorni stiamo celebrando: l’Incarnazione del Verbo di Dio, nato dalla Vergine Maria". Secondo il Papa teologo, "con la grazia del Signore, e solo con essa possiamo sempre nuovamente sperare che il futuro sia migliore del passato". "Non si tratta infatti - ha spiegato - di confidare in una sorte più favorevole, o nei moderni intrecci del mercato e della finanza, ma di sforzarsi di essere noi stessi un poco più buoni e responsabili, per poter contare sulla benevolenza del Signore. E questo - ha concluso - è sempre possibile, perchè Dio ha parlato a noi per mezzo del Figlio e continuamente ci parla, mediante la predicazione del Vangelo e mediante la voce della nostra coscienza.
LA CRISI ECONOMICA
"La seconda parte del 2008 ha fatto emergere una crisi economica di vaste proporzioni. Tale crisi va letta in profondità, come un sintomo grave che richiede di intervenire sulle cause". Lo ha detto il Papa prima della preghiera dell’Angelus riassumendo per i circa 100 mila fedeli presenti in piazza San Pietro le considerazioni proposte nelle omelie di ieri sera al Te Deum e della odierna celebrazione della Giornata Mondiale della Pace. ‘All’inizio di un nuovo anno - ha tenuto a sottolineare - il mio primo obiettivo è quello di invitare tutti, governanti e semplici cittadini, a non scoraggiarsi di fronte alle difficoltà e ai fallimenti, ma di rinnovare il loro impegno".
"Non basta - ha spiegato - porre rattoppi nuovi su un vestito vecchio: mettere i poveri al primo posto significa passare decisamente a quella solidarietà globale che già Giovanni Paolo II aveva indicato come necessaria, concertando le potenzialità del mercato con quelle della società civile, nel costante rispetto della legalità e tendendo sempre al bene comune". "Gesù Cristo - ha ricordato - non ha organizzato campagne contro la povertà, ma ha annunciato ai poveri il Vangelo, per un riscatto integrale dalla miseria morale e materiale. Lo stesso fa la Chiesa, con la sua opera incessante di evangelizzazione e promozione umana.La Vergine Maria, Madre di Dio, aiuti tutti gli uomini - ha concluso - a camminare insieme sulla Via della pace".
NAPOLITANO
E’ giusto ed ‘’e’ imperativo dispiegare ogni sforzo per debellare la poverta’ e rimuovere la causa profonda di risentimenti e frustrazioni che troppe volte si traducono in conflitti’’, scrive Giorgio Napolitano a Papa Benedetto XVI, dichiarando di condividere e apprezzare l’appello del Pontefice affinche’ politica e diplomazia mettano al centro di ogni iniziativa la lotta alla poverta’ e la ricerca della pace. L’Italia, assicura, il presidente della Repubblica, fara’ la sua parte in occasione del G8, a marzo.
FONTE AGI