Gli inquirenti a colloquio anche con il ‘Senatur’: all’uscita non hanno rilasciato alcuna dichiarazione. In precedenza era stato dato fuoco anche allo zerbino della villa di Bossi
Gemonio (Varese), 4 gennaio 2009 - Incendio doloso alla sede della Lega Nord di Gemonio, paese di residenza di Umberto Bossi, destinatario anche di insulti e minacce di morte scritte sui muri. Stamani, tra le 5 e le 7, ignoti hanno appiccato il fuoco alla porta d’ingresso della sede situata all’incrocio tra via Jemoli e via Marsala, in zona detta ‘Il Cairo'.
Per appiccare le fiamme pare sia stato utilizzato uno straccio imbevuto di liquido infiammabile. Poco più lontano, in via Verbano, a due passi dalla piazza principale e sulla quale si affaccia l’ingresso della villa dove abita il ministro per le Riforme, è comparsa una scritta vergata con dello spray blu. Vi si legge, in stampatello «A morte Bossi + secessionisti».
Sul posto per le indagini sono arrivati i carabinieri insieme al comandante della Compagnia di Luino, capitano Giuseppe Daveni, raggiunto in tarda mattinata dal tenente colonnello Catalano del Comando provinciale di Varese, oltre al sindaco di Gemonio Fabio Felli. I due ufficiali si sono trattenuti a lungo nella dimora del ‘Senatur’ e all’uscita non hanno rilasciato alcuna dichiarazione. Verosimilmente gli autori della frase minatoria potrebbero essere gli stessi che hanno appiccato il fuoco.
È il secondo atto incendiario contro la sede della Lega Nord di Gemonio e precedentemente era anche stato bruciato lo zerbino davanti a villa Bossi. I carabinieri hanno acquisito le registrazioni delle telecamere di sorveglianza della villa nella speranza di risalire agli autori.