Secondo la Coldiretti, è la pasta il prodotto che ha fatto registrare l’aumento di prezzo record nel 2008 (+10% su base annua). Dicembre al ribasso: al 2,2% contro il 2,7% di novembre
Roma, 5 gennaio 2009 - Ancora in calo l’inflazione nell’ultimo mese del 2008. Secondo la stima preliminare dell’Istat (il dato definitivo sarà diffuso il 15 gennaio), a dicembre si è registrato un 2,2% tendenziale, contro il 2,7% di novembre. Ma nel 2008 il dato si è attestato al 3,3%, ai massimi dal 1996 e in crescita dell’1,5% rispetto al 2007.
Sotto il profilo congiunturale, il calo dei prezzi è stato dello 0,1%. Sulla base dei dati Istat, gli aumenti più significativi si sono registrati per i settori Ricreazione, spettacolo e cultura (+0,3%) e per le Comunicazioni (+0,5%).
Nessuna variazione, invece, per i Servizi sanitari e per l’Istruzione. In calo i comparti Trasporti (-1,1%), Abitazione, acqua elettricità e combustibili (-0,6%) e i Servizi ricettivi e di ristorazione (-0,3%). Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+5,5%), Bevande alcoliche e tabacchi (+5,3%) e prodotti alimentari e bevande alcoliche (+4,3%).
Secondo la Coldiretti, è la pasta il prodotto che ha fatto registrare l’aumento di prezzo record nel 2008 (+10% su base annua e +28% a dicembre).
"Le previsioni dell’Istat sul calo dell’inflazione sono un sollievo per le famiglie", ha commentato il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, che ha anche evidenziato come "alla riduzione dei prezzi dei prodotti energetici e delle bollette di luce e gas comincia a sommarsi un calo della dinamica dei prezzi alimentari".
L’Isae, nel suo consueto commento ai dati Istat, attribuisce il calo principalmente "agli sviluppi avvenuti nel corso del 2008". Secondo l’Istituto di studi e analisi economica, infatti, "la ‘creazione' di inflazione attribuibile all’anno appena terminato è stata decisamente marcata (intorno al 2%) ed è risultata la più sostenuta da 13 anni a questa parte. Il 2009 potrebbe aprirsi con nuovi cali".
Dai sindacati arriva l’invito a frenare facili entusiasmi. Per il segretario confederale della Cisl, Giorgio Santini, "è necessario non abbassare la guardia, ma aiutare i redditi bassi e medio-bassi". Il suo omologo dell’Ugl, Cristina Ricci, si augura che i dati dell’Istat "non diventino un alibi per procrastinare interventi a sostegno dei redditi, che restano necessari, considerato che il tasso del 3,3% registrato nel 2008 è il più alto dal 1996". La Confesercenti sottolinea come "la forte discesa dei prezzi sia dovuta soprattutto a un calo della domanda dei consumi. La gente non compra e le imprese sono in stallo. La vera sfida, quindi, è evitare la recessione e il rischio di deflazione". Sulla stessa linea anche Adusbef e Federconsumatori, secondo cui "i dati Istat non sono realistici e il quadro che si prospetta per le famiglie è veramente orribile".
FONTE AGI