L'azienda è un'istituzione, il terzo gruppo italiano del settore. Nel 2007 fatturò 500 milioni di euro e ora si parla di messa in mobilità per i 750 dipendenti. A Fiorano l'incontro con i rappresentanti dei lavoratori
Modena, 8 gennaio 2009. Nel distretto ceramico è un’istituzione, per fatturato è il terzo gruppo italiano del settore. Eppure Iris Ceramica Spa sembra essere avviata a un forte ridimensionamento: il piano sarà comunicato nei dettagli già oggi pomeriggio dai vertici dell’azienda ai sindacati, e potrebbe prospettare la messa in mobilità dei dipendenti.
Già da diversi mesi le aziende ceramiche, per decenni fiori all’occhiello dell’economia italiana e leader mondiali del settore, stanno mostrando segni di sofferenza. Tutti i maggiori gruppi hanno chiesto periodi di cassa integrazione, e anche l’Iris, che nel 2007 ha fatturato 500 milioni di euro, ha fatto ricorso a questo strumento, che sta tuttora interessando a rotazione circa 250 dipendenti.
Proprio per fare il punto della situazione, i rappresentanti dei sindacati sono stati convocati ieri presso lo studio legale dell’avvocato che rappresenta il gruppo ceramico. Era presente l’amministratore delegato di Iris, Giuseppe Pifferi, che avrebbero annunciato il piano di ridimensionamento. La decisione sarebbe stata presa pochi giorni fa, nel corso dell’ultima riunione del consiglio d’amministrazione: i dati di fatturato e di mercato, non permetterebbero all’azienda di continuare a produrre negli attuali stabilimenti. Il piano verrà illustrato nei dettagli dai dirigenti (il presidente è Romano Minozzi) oggi alle 18 nel quartier generale di Fiorano, nel corso di una riunione a cui parteciperanno i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil di Modena e Reggio Emilia e i rappresentanti dei sindacati unitari.
E i sindacati hanno già anticipato stupore per la decisione, rimarcando che il gruppo Iris ha investito circa 6 milioni di euro tra le unità produttive di Sassuolo e Fiorano. Interpellato sulla possibilità di un forte ridimensionamento del gruppo, l’amministratore delegato Giuseppe Pifferi si è limitato a rispondere che «c’è una certa verità», confermando l’incontro di oggi tra azienda e sindacati. Il piano sicuramente non riguarderà GranitiFiandre di Castellarano, società controllata da Iris e quotata in Borsa al segmento Star dal maggio del 2001.
di ROBERTO GRIMALDI e LUIGI GIULIANI