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IL SENATORE A VITA

Andreotti: "Conosco segreti di Stato, ma li tengo per me"

Intervistato da Repubblica alla vigiglia del suo novantesimo compleanno Giulio Andreotti risponde a tutto campo a partire dalla magistratura: "La legge è uguale per tutti tranne che per i magistrati"

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il senatore a vita Giulio Andreotti Roma, 9 gennaio 2009 - "Conosco qualche segreto di Stato, molti no, qualcuno sì. Ma li tengo per me. Non farei mai un libro o un’intervista su certi episodi. La categoria del folklore politico non mi appartiene". Si conclude così una lunga intervista pubblicata da Repubblica al senatore Giulio Andreotti.

Alla vigilia del suo novantesimo compleanno, il senatore risponde a tutto campo, a partire dalla magistratura fino alla crisi dei partiti. "I magistrati - dice - sono un grande problema. La legge è uguale per tutti tranne che per loro. Forse perchè nei tribunali ce l’hanno scritto alle spalle e fanno fatica a girarsi. Bisogna cancellare le correnti organizzate perchè le correnti sono giocoforza politiche".

Per Andreotti anche la crisi dei partiti è un male."Toglie un sistema di formazione politica che si costruisce su conoscenze storiche, approfondimenti economici e internazionali. La politica non è solo un fatto episodico e occasionale".

Non manca, nell’intervista, un riferimento al premier Berlusconi. Come politico "migliora. All’inizio commetteva un grandissimo sbaglio, quello di dire ‘voi politici'. Le prime volte che sedeva al banco del governo era scocciato, guardava continuamente l’orologio. Poi a mio avviso gli è venuta la passione, segue i problemi, parla con competenza. Non l’ho votato ma neppure gli ho votato contro".

agi










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