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LA GUERRA DEL GAS

Medvedev: "Non applicheremo l'accordo"

L'Ucraina aveva sottoscritto il protocollo per la creazione di una commissione per monitorare il transito di gas verso l’Europa. Poi il presidente russo gela tutti: "Annullare le clausole ucraine"

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Il gasdotto ucraino Novo Ogaryovo, 10 gennaio 2009 - Il presidente russo Dmitry Medvedev ha spiegato che le integrazioni poste dall’Ucraina all’accordo "creano preoccupazioni" e ha sottolineato come siano in violazione dell’accordo di monitoraggio raggiunto la scorsa notte. Medvedev ha aggiunto che l’intesa non potrà essere raggiunta se tali integrazioni non verranno eliminate dal testo dell’intesa. "Siamo costretti a considerare il documento sottoscritto invalido - ha spiegato Medvedev - e questo non sarà attuato da noi fino a che queste clausole non saranno rimosse o annullate in qualsiasi modo dalla controparte ucraina".

 

L'ACCORDO

 

L’Ucraina ha firmato l’accordo per il controllo sulle forniture di gas dalla Russia all’Ucraina. Lo ha annunciato il premier ucraino, Yulia Tymoshenko.

La firma dell’Ucraina al protocollo relativo alla creazione di una commissione internazionale per monitorare il transito di gas russo verso l’Europa riapre i rubinetti del gas metano.
 

Oggi infatti l’Unione Europea e la Russia aveano già firmato l’accordo; e dopo il ‘via libera' di Vladimir Putin, il primo ministro ceco, Mirek Topolanek, che esercita la presidenza di turno dell’Unione Europea e ha condotto il negoziato per sbloccare il transito verso l’Europa del gas russo, è riuscito a siglare l’intesa anche con l’Ucraina.
 

L’accordo prevede l’arrivo di commissari lungo il gasdotto, in maniera da controllare che i volumi di ingresso al confine siano gli stessi che arrivano nella capitale ucraina.

 

A UN PUNTO FERMO I COLLOQUI TRA GAZPROM E NAFTOGAZ

I colloqui tra il colosso russo Gazprom e la compagnia nazionale Ucraina Naftogaz si sono risolti in un nulla di fatto. "È possibile che ci siano ulteriori negoziati a livelli più alti", ha detto il direttore generale di Naftogaz, Oleh Dubyna.

 

PUTIN PESSIMISTA

 La crisi del gas che ha colpito l’Europa sta peggiorando nonostante gli intensi sforzi per risolverla in tempi rapidi. Lo ha detto il premier russo, Vladimir Putin, prima di cominciare l’incontro con il premier ceco e presidente Ue di turno, Mirek Topolanek. "Nonostante tutti gli sforzi che sono stati fatti - ha dichiarato Putin - la crisi sta peggiorando. Sono i dirigenti ucraini che l’aggravano”".

Il premier russo, accompagnato dal numero uno del colosso del gas Gazprom, Alexei Miller, accusa infatti l’Ucraina di essere responsabile del blocco alle forniture di gas in Europa. “Ciononostante speriamo che possiate risolvere la situazione e convincere i partner ucraini sulla necessità di firmare il documento”, ha continuato Putin facendo riferimento al protocollo che dovrà stabilire le condizioni per l’impiego degli osservatori internazionali incaricati di sorvegliare il transito di gas attraverso l’Ucraina.
 

"Ho mandato un segnale ai vertici ucraini: resterò nella regione fino a quando il gas non ripartirà” ha dichiarato da parte sua Topolanek.

 

Intanto Kiev annuncia che pomperà due milioni di metri cubi di gas al giorno alla Bulgaria e alla Moldova dalla sue riserve, a partire da oggi. Il presidente ucraino Viktor Iushenko ha preso tale decisione in seguito alle particolari difficolta’ createsi in Bulgaria e Moldova dopo la sospensione delle forniture del metano da parte di Mosca nell’ambito della ‘guerra del gas’ con l’Ucraina.










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