Il presidente dell'Aula esprime il suo disappunto per la decisione del governo, annunciata dal ministro Elio Vito. Ma il presidente del consiglio risponde immediatamente: "Era indispensabile"
Roma, 13 gennaio 2008 - Il governo metterà la fiducia alla Camera sul decreto legge anticrisi. Lo ha annunciato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito, spiegando nell’Aula della Camera che la fiducia sarà messa sul testo approvato dalle commissioni Bilancio e Finanze, "per onore al Parlamento, al governo e all’importanza del provvedimento".
Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, non nasconde il suo disappunto. "In tanti anni ho a avuto modo di ascoltare le molteplici ragioni per le quali il governo, avvalendosi di una sua esplicita prerogativa, ha deciso di porre la questione di fiducia", ma "è la prima volta che ascolto porre la questione di fiducia da parte del rappresentante del governo in onore del lavoro della commissione".
Fini ha aggiunto, tra gli applausi delle opposizioni: "È la prima volta che sento dire che viene posta la questione di fiducia in omaggio alla centralità del Parlamento".
"Abbiamo giudicato che fosse indispensabile". Ha risposto così il premier Silvio Berlusconi, uscendo da un negozio del centro, ai cronisti che gli chiedevano del duro commento del presidente della Camera, Gianfranco Fini, all’annuncio del governo di voler porre la fiducia sul decreto anticrisi. Alla domanda se la posizione di Fini fosse dovuta al suo ruolo, il presidente del Consiglio si è portato la mano sulla bocca come per dire: non rispondo.