Il premier parla dell’archivio Genchi, che sarebbe servito a diversi Pm, tra cui De Magistris, per mettere sotto controllo i tabulati telefonici di esponenti della politica e delle istituzioni
Olbia, 24 gennaio 2009 - "Sta per uscire uno scandalo che sarà lo scandalo più grande della storia della Repubblica. Un signore ha messo sotto controllo 350mila persone". Lo afferma Silvio Berlusconi parlando dell'archivio Genchi.
"Dobbiamo essere decisi a non consentire che questo strumento di indagine possa essere usato per questi fini". Berlusconi parla dell’archivio Genchi, ovvero dell’archivio che sarebbe servito a diversi Pm, tra cui De Magistris, per mettere sotto controllo i tabulati telefonici di esponenti della politica e delle istituzioni.
Il premier, durante il suo comizio ad Olbia, ribadisce che occorre una stretta sulle intercettazioni e che sono necessari "limiti certi, sicuri per i cittadini. Bisogna consentire le intercettazioni solo per gravi prove di reato e con tempi che devono rientrare nei trenta giorni estendibili ad altri quindici. Non dobbiamo più rinunciare alla nostra privacy" spiega il Presidente del Consiglio.
Chi veniva intercettato? "Tutti". Anche membri dei Servizi segreti? "Sì, il capo". Così Berlusconi conferma le indiscrezioni dei giorni scorsi secondo cui nell’archivio Genchi compaiono i tabulati telefonici di esponenti delle istituzioni e dei servizi, come quelli di Nicolò Pollari.
Alla luce di ciò che emerge dall’archivio Genchi, si potrebbe anche rivedere l’accordo all’interno della maggioranza sulle intercettazioni? Il premier ad una precisa domanda non risponde direttamente. Ma spiega: "Credo che questa storia dia ragione a chi voleva contenere in modo stretto, dando meno giorni, meno possibilità che vengano attuate queste intercettazioni". Il presidente del Consiglio dice di non sapere cosa succederà ora: "Non so, come minimo - aggiunge - ci sarà l’effetto di far aprire gli occhi su tutto il marcio che c’è e che è reso possibile dalle intercettazioni utilizzate in questo modo".
La premessa è quella di non sapere "nulla di preciso e di concreto", ma "se sono vere le cose che sembra siano vere circa il volume di queste verifiche e l’estensione temporale delle stesse, è una cosa che veramente ha dell’incredibile". Così il premier è tornato a parlare dell’archivio Genchi al termine di un comizio ad Olbia.
"Non so nulla di preciso, non sono stato messo al corrente di questa situazione. Ho visto i giornali, le parole del capo del Copasir, ma se sono vere le cose che si dicono c’è qualcosa di assurdo". È quanto afferma poi Berlusconi parlando dell’archivio Genchi. "Ciò dimostra che questo sistema delle intercettazioni non può continuare in questo modo, anche perchè la Costituzione dice che le intercettazioni sono un sistema eccezionale", aggiunge il presidente del Consiglio. "Io - osserva - so quello che sapete voi più altre cose che nell’ambito della politica mi sono state riferite, ma nulla di preciso e concreto. Già così - conclude il premier - è qualcosa di incredibile e di assurdo".
fonte agi