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ELEZIONI

Cappellacci verso la vittoria, Soru ko
"La Sardegna chiede di cambiare"

Il candidato del Pdl in netto vantaggio sul governatore uscente: a un terzo dello scrutinio la distanza è di oltre cinque punti percentuali. Dati definitivi sull'affluenza: alle urne il 67,58%

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Sardegna alle urne: Ugo Cappellacci (S) e Renato Soru (ansa) Cagliari, 16 febbraio 2009 - Il candidato del centrodestra alla presidenza della Regione sarda Ugo Cappellacci è sempre in testa a Cagliari, del 5,8% rispetto a Renato Soru, secondo dati ufficiosi (cioè non provenienti dalla Regione) diffusi dal comune sul sito internet istituzionale. Quando in città sono state scrutinate 120 sezioni su 179, l’esponente del centrodestra, ha riportato il 50,9% delle preferenze (30.238 voti), mentre il candidato del centrosinistra ha avuto finora il 45,1% (26.784 voti). Gavino Sale di Irs con 1.480 voti è al 2,4%, Peppino Balia del Partito socialista con 552 voti è allo 0,9%, mentre Gianfranco Sollai di Unidade Indipendentista con 292 voti è allo 0,4%.

 

"Mi aspettavo una vittoria ma non di queste proporzioni: questi dati ancora non ancora definitivi ci rendono felici". È il primo commento del candidato del centrodestra alla presidenza della Regione, Ugo Cappellacci, che dopo lo scrutinio di oltre 600 sezioni è in testa di circa 5 punti percentuali. Cappellacci sorridente e ottimista preferisce ancora definirsi prudentemente candidato ma parla già di svolta e di fallimento della Giunta Soru.

 

"Con questo voto la Sardegna chiede di voltare pagina verso il cambiamento", ha aggiunto Cappellacci che indica i punti prioritari della sua Giunta: "lotta alla disoccupazione e alla povertà. Il capo del governo - ha sottolineato - è stato determinante per accrescere la mia popolarità visto che i più non mi conoscevano ma, su circa 130 comizi elettorali che ho tenuto negli ultimi due mesi, il presidente del Consiglio ha partecipato solo a cinque. La fiducia degli elettori l’abbiamo conquistata noi e credo che al sintonia tra governo nazionale e regionale sia per la Sardegna una grande opportunità".

 

Troppo presto, comunque, per trovare qualche informazione utile dai numeri: lo spoglio delle schede procede infatti con estrema lentezza, rendendo di fatto impossibile, a ora, avanzare previsioni di sorta sull’esito finale della contesa. L’unico dato certo riguarda l’affluenza alle urne: in totale, ha votato il 67,58% degli aventi diritto, in calo rispetto alle regionali del 2004, quando votò il 71,2% dei sardi.

 

La tornata elettorale del 2009, comunque, sarà ricordata soprattutto per il grande ritardo nella divulgazione dei dati numerici sull’esito, ritardi che stanno scatenando più di qualche polemica sull’isola. Secondo quanto rendono noto fonti accreditate, la lentezza nei conteggi troverebbe ragione nelle numerose contestazioni che avvengono nelle sezioni elettorali, dovute soprattutto al voto disgiunto. Sarebbero infatti le schede che recano due preferenze diverse tra presidente e lista per il consiglio regionale (opzione prevista dal sistema elettorale, ndr.) che avrebbero causato accese discussioni, sfociate in richieste di consultazioni “in diretta” con gli uffici elettorali dei comuni.

 

In pratica stanno emergendo dubbi interpretativi, nonostante la Regione abbia distribuito in tutti i seggi un apposito vademecum con le varie ipotesi. Soprattutto quando - come prevede la legge - vi è un voto di preferenza per un candidato in una circorscrizione provinciale e un voto diverso per il presidente, cioè non allo stesso candidato governatore a cui è collegata la lista. La catena del ritardo si allunga poi con il trasferimento materiale dagli uffici elettorali comunali a quello elettorale centrale della Regione.

 

Intanto, cresce l’attesa tra i due sfidanti: Soru sta aspettando il risultato finale nella sua sede elettorale di piazza del Carmine, a Cagliari, mentre Cappellacci si trova nei suoi ufffici a palazzo Doglio in vico Logudoro, sede elettorale del Pdl, dove, secondo quanto dicono i suoi, seguirà lo spoglio in solitudine. Entrambi i contendenti sono chiusi nel più stretto riserbo, ma secondo quanto raccontano i collaboratori di tutti e due si saspetta “in un clima sereno e fiducioso”.










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