Sabrina furiosa: nel 2005 faceva la testimonial di una campagna sulla procreazione assistita. L'allora deputata comunista la criticò dicendo: "Prima prende i soldi da testimonial, poi dice che il figlio l'adotta". L'attrice ha querelato, ma la rivale è stata salvata dalla Camera che ha votato a favore dell'immunità, concessale anche con i voti del Pd, in quanto la Belillo "aveva parlato nella cornice della sua attività di parlamentare"
Bologna, 17 febbraio 2009 - Riprendiamo l'intervista di Alessandra Longo per la Repubblica, pubblicata da dagospia.com.
"Caro Walter, vorrei che tu mi spiegassi il perché di quel voto nell'aula di Montecitorio... non stupiamoci se i cittadini sono così disillusi e schifati dai politici, sentendosi abbandonati a se stessi e sempre meno tutelati e rappresentati...". Sabina Ferilli scrive una "lettera aperta" a Walter Veltroni e va giù dura.
I toni sono quelli di una compagna tradita, che si è sentita scaricata dal Pd. La coltellata al cuore risale al 19 dicembre scorso, quando la Camera ha deciso di concedere l'immunità a Katia Belillo, detta Katia la Rossa, già deputata, già protagonista, nel salotto di Vespa, di un match fisico con la nipote del Duce, accusata di aver espresso poco lusinghieri commenti sull'attrice romana.
Breve riassunto per gli amanti del genere. Nel 2005, Sabrina Ferilli è testimonial appassionata del referendum abrogativo della famigerata legge 40 sulla procreazione assistita. Successivamente, esaurito l'impegno, intervistata da "Gente", confessa: "Rispetto chi pratica la fecondazione eterologa, io, però, non la farei mai... Preferisco la strada dell'adozione".
Ed è qui che parte la lunga lite, non proprio di alto livello, con la comunista Bellillo. Esperta di kickboxing, (e di fecondazione assistita), la signora le assesta, tramite il "Corriere", un colpo basso: "La Ferilli? Ha preso i soldi da testimonial, ha fatto il suo lavoro e poi, da saggia popolana, piuttosto che andare all'estero per la fecondazione, decide che il figlio lo adotta qui!". L'attrice rimane basita: "Non mi sarei mai aspettata di ricevere attacchi personali da una donna che condivideva quella battaglia, da una parlamentare che si autodefiniva comunista".
Accusa "falsa e insultante": quella di averci guadagnato sopra. E parte la querela. Sulle prime la Bellillo rilancia ("Non chiedo scusa. Trovo inopportuno mettere la faccia per dire una cosa e dire il contrario il mese dopo. Sono la cattiva? Fa nulla") poi, nell'ottobre 2008, manda una lettera alla giunta per le autorizzazioni a procedere. La frase sui soldi, chiarisce, non l'ha mai detta, è stata vittima di una "distorsione giornalistica" ("Mi scuso con la signora Ferilli per il fraintendimento. Mi sono limitata a notare che, dall'intervista a "Gente", lei ha tratto un beneficio in termini di notorietà"). La cosa non si ricuce, anzi s'incancrenisce. Ormai fuori dal Parlamento, la Bellillo, a questo punto, si appella alle sue ex prerogative di "onorevole": "Ho parlato nella cornice della mia attività di parlamentare, chiedo l'immunità". L'ultima puntata? "Con mio profondo stupore - certifica la Ferilli - l'immunità le è stata concessa". 347 voti a favore, 8 astenuti (Una curiosità: il Pd si è diviso, ndr).
Che delusione, che tradimento: "E allora, caro Walter, io ti chiedo: il Pd si è espresso contro il lodo Alfano, contro le immunità che diventano impunità e perché mai garantisce, anche con i suoi voti, l'immunità ad un ex parlamentare che ha emesso non giudizi politici, ma insulti falsi e infondati contro un privato cittadino? Per avere giustizia dovrei farmi eleggere in Parlamento?".
Veltroni avrà gatte più immediate e difficili da pelare, ma ,"vista la stima che ci lega da tanto tempo", ascolti anche il mal di pancia di una militante che tanto si è spesa per la causa. La compagna Ferilli parla a braccio, senza copione, fa domande difficili e scomode: Che etica c'è in Parlamento? Perché deve esistere una "casta" che umilia i "sudditi"?
Non crede, il Pd, di doversi "fare carico di modificare una legge che, con la scusa della tutela della libertà del parlamentare, tutela ogni e qualunque abuso"? Arriva anche una citazione di Enrico Berlinguer, "spesso evocato dal partito della signora Bellillo". Eccola qui: "Noi pensiamo che il privilegio vada combattuto e distrutto ovunque si annidi".
Sabina fa la sua personale mossa di kickboxing: "Credo, caro Walter, che questa idea di Berlinguer sia ancora patrimonio tuo e del tuo Partito democratico (dice "tuo", ndr) e quindi mi permetto di chiederti una spiegazione per quel voto a Montecitorio. Non stupiamoci poi se i cittadini sono così schifati... Con affetto. Sabrina Ferilli".