Il leader subito dopo la sua elezione: "Siamo entrati con uno stato d’animo, ne usciamo con uno diverso grazie alla responsabilità di tutti. E' la prova che l’unico ad aver capito è stato Walter". L'ex segretario sul suo successore: "E' un uomo politico leale e forte"
Roma, 21 febbraio 2009 - L’assemblea nazionale del Pd ha eletto Dario Franceschini nuovo segretario del partito. Il successore di Veltroni ha raccolto 1.047 preferenze su 1.258 delegati. Parisi ha ottenuto 92 voti.
"Oggi finisce la mia reggenza", dice Dario Franceschini, subito dopo la sua elezione, ironizzando su quanti in questi giorni lo avevano definito semplice reggente e non segretario a pieno titolo. "L’unica cosa - ricorda - sui cui ho puntato i piedi è che l’assemblea nazionale si svolgesse questo sabato, perchè li avete visti i giornali di questi giorni, non potevamo certo passare altri sette giorni così. Ora - scandisce - è veramente la stagione dell’unità".
“Siamo entrati con uno stato d’animo- aggiunge il neo segretario -. Ne usciamo con uno diverso grazie alla responsabilità di tutti. Questa è la prova che l’unico ad aver capito è stato Walter, che aveva detto che serve una scossa, serve creare un clima diverso. E questo dimostra che la sua scelta è stato un atto d’amore verso il partito che ha fondato”. “Abbiamo ritrovato la fiducia e la voglia di combattere”, aggiunge.
"Già so cosa diranno i giornali - continua -. Il mio è stato un discorso troppo di sinistra, troppo moderato, ma non mi interessa. Ho detto cose democratiche".
Immediato il commento di Walter Veltroni all'elezione di Franceschini. “La prima persona alla quale parlai delle mie dimissioni è stato Dario Franceschini - ricorda -. Gli dissi in quell`occasione che avrei voluto fosse lui a guidare il Partito democratico verso le elezioni e il congresso”.
”Come ho detto nel mio discorso di saluto - scrive Veltroni in una nota - Dario è un uomo politico leale, forte e che crede in quel progetto del partito democratico come un soggetto nuovo che sia perno del riformismo italiano. Questa era l`ispirazione del Pd nell`atto di nascita del partito al Lingotto, nelle primarie e anche nella campagna elettorale. Le parole di Dario di oggi - conclude Veltroni - sono per me la conferma di questo giudizio.
Dario è la persona giusta per guidare il partito verso le nuove sfideche penso potranno vedere per il Pd quei successi che merita. A lui voglio dare un abbraccio e rivolgere il più caloroso e affettuoso augurio di buon lavoro”.
FRANCESCHINI PRIMA DELL'ELEZIONE
Subito dopo il conteggio dei voti ha preso la parola Dario Franceschini. “Spero che Arturo si candidi, perchè serve un confronto vero e autentico”. Lo dice, parlando dal palco dell’Assemblea del Pd, il candidato segretario Dario Fraceschini, rivolto al probabile concorrente Arturo Parisi. Franceschini ha spiegato all’Assemblea di “volersi prendere delle responsabilità” per ciò che non ha funzionato, ma anche “rivendicare con orgoglio le cose belle” : ora però, ha aggiunto, “dobbiamo tutti rimboccarci le maniche”.
“Ascolterò le personalità del partito - dice -perché c’è bisogno della loro esperienza e della loro saggezza ma non le coinvolgerò nella gestione perché lì c’è bisogno di freschezza ed energia”.
Franceschini annuncia poi: ‘’Azzererò il coordinamento, il governo ombra e tutti gli organismi nazionali salvo la direzione’’. E aggiunge: ’’Ricostruirò nuove forme collegiali e aprirò i sindaci, ai segretari regionali e provinciali. Ma non farò nessuna trattativa con nessuno, sceglierò io, mi prendo la responsabilità. E chi batte le mani adesso - dice mentre la platea applaude - non venga a chiedere poi la nomina di qualcuno’’.
L'INTERVENTO DI PARISI
"Non ritengo, ma lo dico con il massimo rispetto verso le persone, che possiamo ancora affidare i nostri destini politici collettivi a coloro che ci hanno condotto in questo pantano. A coloro che ha torto o ha ragione appaiono incapaci di sollecitare quella fiducia e quella speranza nel futuro senza le quali non potremo uscire dalla crisi. Per questo credo che ci voglia una nuova partenza", ha detto Arturo Parisi nel suo intervento davanti all’assemblea nazionale del Pd.
"Se guardiamo al nostro passato - sostiene - se proviamo a leggere nel nostro futuro, ci accorgiamo che questa nuova partenza potrà avvenire solo sotto il segno dell’ulivo". Secondo Parisi, «è solo utile rimarcare come questo sia un momento in cui ciascuno di noi è chiamato a interrogarsi su come riprendere la strada bruscamente interrotta. La responsabilità pesa individualmente sulle scelte che ciascuno di noi farà. Tanto più grave questa responsabilità - conclude - perchè acuita dalla grave crisi che stiamo vivendo".
IL FRONTE 'PRIMARIE SUBITO'
L’ingresso al padiglione uno della Nuova Fiera di Roma è stato subito utilizzato per appendere uno striscione in cui si legge: "Congresso e primarie ora" e tutto accompagnato da un volantino distribuito dall’associazione Democraticamente che reca scritto: "Dopo Veltroni tutti a casa". E di seguito si spiega che "le dimissioni di Veltroni, che ringraziamo per la serietà e la pulizia dimostrata ancora una volta, sono l’emblema del fallimento di questo gruppo dirigente che ha portato il Pd allo sbando".
Ma il ‘popolo delle primarie’ si è fatto sentire anche durante l'intervento di Ermete Realacci. Dopo aver sollevato lo striscione ‘primarie subito’ hanno iniziato a fischiare e a gridare "vergogna tutti a casa" l'esponente del Pd che dal palco spiegava perché per il partito non è tempo di primarie. Una contestazione limitata ma che ha subito attirato l’attenzione delle telecamere e l’intervento di Anna Finocchiaro: "Vorrei dire agli urlatori che l’unico effetto è di richiamare le telecamere e dare una rappresentazione falsata dell’assemblea. In questa assemblea seria formata da 1.274 delegati, vorrei dire a questo gruppetto di andare a urlare fuori".
FINOCCHIARO: "NON TORNIAMO INDIETRO"
"Noi non torniamo indietro, non abbiamo paura, non è l’8 settembre che ci attende": è quanto ha affermato il presidente dei Senatori del Partito democratico Anna Finocchiaro aprendo i lavori dell’assemblea nazionale convocata in seguito alle dimissioni di Walter Veltroni da Segretario.
"Noi non siamo un gregge - ha detto Finocchiaro - che si disperde alla prima sassata. Quello di oggi è un evento straordinario e anche inaspettato, il passaggio più difficile che un giovane partito può trovarsi a affrontare e la scelta di tornare alla sovranità dell’assemblea è stata - ha spiegato ancora l’esponente del Pd - una scelta politica contro anche una rappresentazione di noi che viene data dai media: noi siamo capaci di affrontare questo momento in piena democrazia e senza isteria".