Il responsabile dell'Economia ha detto che il “rischio dei rischi” è la stretta creditizia, che minaccia imprese e sistema produttivo. E poi annuncia: "Possibile un altro 'gruzzoletto' per gli ammortizzatori sociali"
Roma, 5 marzo 2009 - Oltre agli 8 miliardi già previsti dall’accordo con le Regioni, è possibile "un altro gruzzoletto" da destinare agli ammortizzatori sociali. Lo ha detto il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Il nuovo ‘gruzzoletto’ che il Tesoro potrebbe essere indirizzato ai collaboratori a progetto.
’’Stiamo valutando’’ ha detto in proposito il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ricordando che sulla possibilità di reperire nuove risorse ‘’siamo ancora ad una proposta. Non dipende da me. Se potessi usare l’inglese - ha detto ancora Tremonti - direi ‘work in progress’’’.
"IL 2009 PEGGIO DEL 2008"
Peggiorano le condizioni dell’economia. ”Il 2009 sarà un anno più difficile del 2008”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, in occasione del ‘Credit e liquidity day’ al ministero dell’Economia. “Come tante volte abbiamo detto - ha sottolineato il ministro - guardando oltre le congetture, siamo e sappiamo di essere in terra incognita”.
Nella crisi economica, ha detto Tremonti, il “rischio dei rischi” è la stretta creditizia, che minaccia le imprese e l’intero sistema produttivo. “E’ assolutamente strategico - ha aggiunto il ministro - contrastare il ‘rischio dei rischi’, la stretta creditizia in cui si avvitano prima le imprese, poi i lavoratori e infine le stesse banche”. ”In questa fase - ha detto - è, all’opposto, strategico aumentare il credito alle imprese sane, non ridurlo alle imprese in momentanea difficoltà. Assicurare adeguata liquidità può evitare la chiusura di imprese che sono in grado di superare la crisi”.
Tremonti ha anche spiegato che "ci sono circa 100 miliardi di euro bloccati sul territorio dall’eccesso di burocrazia". "Parte non marginale della strategia è sbloccarli", ha continuato, "devono e possono essere messi in campo strumenti nuovi ed essere verificati gli strumenti già in essere ma non ancora sufficientemente valorizzati".
Per quanto riguarda invece i credit delle imprese nei confronti della pubblica amministrazione la cifra di 30 miliardi “è più realistica piuttosto che quella iperbolica” circolata. ”E’ vero - ha detto Tremonti - che è quasi tutto nella Sanità ma gestiremo anche quello”. Secondo la Confindustria invece l’ammontare del credito delle imprese nei con fronti della p.a. ammonta a circa 60 miliardi.
Per Tremonti in questa fase negativa per l’economia occorre sostenere le famiglie e potenziare gli strumenti per aiutarle nel pagamento delle rate dei mutui per la casa, l’acquisto di automobili e di altri beni. “Le famiglie vanno sostenute ed aiutate in questa fase congiunturale. Vanno potenziati gli strumenti e trovate idonee modalità per alleviare le difficoltà nel pagamento delle rate dei mutui sulle abitazioni o sull’acquisto di automobili o di altri beni durevoli. Il vantaggio sarebbe per tutti: famiglie, imprese, banche”, si legge nel documento.