Si tratta di Guido Dussin della Lega, che ha votato per Matteo Salvini e di Carmelo Lomonte (Mpa) che si è sostituito a Elio Belcastro. Salvini e Belcastro non avevano dato l'assenso al nuovo metodo, e quindi i colleghi hanno potuto sostituirli. L'ira di Fini: "Sanzioni immediate"
ROMA, 12 marzo 2009 - Neppure il voto con le impronte sembra essere in grado di fermare i famigerati 'pianisti' del Parlamento. Proprio oggi, al terzo giorno del nuovissimo sistema elettronico voluto da Fini, almeno due deputati sono riusciti a votaro per altrettanti colleghi assenti in quel momento dall’Aula. Lo riferisce l'agenzia Ansa, che ha indagato su una segnalazione di 'Velina rossa'.
Oltretutto l'imbroglio è stato possibile anche se i pianisti in questione - si tratta di Guido Dussin della Lega e Carmelo Lomonte (Mpa) - risultano tra quelli che hanno rilasciato le ‘minuzie’. Il fatto è che gli indefessi pianisti sono riusciti a votare per due colleghi che invece appartengono alla pattuglia dei 21 deputati che si sono rifiutati di dare le impronte: Matteo Salvini ed Elio Belcastro, che votano con il vecchio sistema.
E proprio così si è aggirata la norma: per votare al posto di Salvini e Belcastro non è necessario avere le impronte. In pratica, può farlo chiunque.
La 'suonata' è andata in onda durante il voto sulle mozioni anti-crisi, tra cui quella di Franceschini sull’assegno di disoccupazione. Curioso anche il metodo: Dussin ha coperto il tasto di voto dell'assente Salvini con la ‘Gazzetta dello sport’, e sotto ha infilato la manina per votare, mentre Lomonte non si è neppure preoccupato di coprire la mano con cui suonava il piano che non gli apparteneva.
Risultato: le lucette di voto si sono viste accese nei seggi dei due assenti e dai tabulati delle votazioni emerge quindi che sia Salvini sia Belcastro erano presenti e votanti. Ma non era vero.
LA REPLICA DI SALVINI
’Leggo con sorpresa la notizia relativa ai pianisti che mi chiama in causa, stamani sono stato in aula’’. Lo ha detto all’ANSA il deputato leghista Matteo Salvini, interpellato sul fatto che al suo posto abbia votato un collega di partito.
’’Stamani - aggiunge Salvini - sono stato presente in aula alla Camera durante tutto il periodo dei lavori, assentandomi e solo per pochi minuti, come possono testimoniare decine di colleghi, per un normale bisogno fisiologico’’
IL PRESIDENTE DELLA CAMERA
Fini non ha dubbi: i deputati che continuano a votare per i colleghi assenti in Aula, verranno sanzionati. Il presidente della Camera lo ha puntualizzato durante la registrazione di ‘Porta a portà. Sulle irregolarità Fini non intende transigere. «Nessuno è stato comandato a fare il deputato -ha commentato- possibile che i miei colleghi non capiscano che, per dare credibilità alle istituzioni, bisogna dare un taglio al malcostume».
Riguardo al nuovo sistema Fini ha detto di sapere che «all’inizio ci sarebbe stata un pò di effervescenza, un pò di goliardia e qualche tentativo di boicottaggio, ma sono anche convinto che le cose, una volta messe a posto, miglioreranno i nostri lavori».
Riguardo poi all’episodio dei ‘pianistì il presidente della Camera è stato abbastanza cauto. Citando le cronache delle agenzie presenti in aula ha detto: «Pare sia accaduto che due deputati che votavano con il nuovo sistema, abbiamo votato per un ‘compagno di bancò che aveva rifiutato il nuovo sistema di voto e votava ancora con il vecchio sistema. Se questo è veramente accaduto -e stiamo facendo le verifiche necessarie- non vi è dubbio che chiederò all’Ufficio di Presidenza di sanzionare ogni irregolarità».