L'ex ministro del Pd chiede un decreto che reintroduca tutte le norme anti-evasione del governo Prodi. Lancia l'allarme per "l'emorragia di entrate fiscali che va ben al di là della crisi” e fa pressing sul governo per reintrodurre i paletti contro gli evasori. D'Alema: "Governo da maquillage"
Roma, 14 marzo 2209 - Dopo l'assegno per chi è a reddito zero e la tassa extra per i super-ricchi (entrambe proposte di Franceschini, entrambe bocciate), il Pd torna a pungolare il governo sulla crisi economica.
Stavolta a scendere in campo è l’ex ministro Pd dello Sviluppo economico, Pier Luigi Bersani, che lancia l’allarme evasione fiscale e invita il governo a reintrodurre con decreto le norme approvate dal governo Prodi. Parlando a margine del forum di Cernobbio organizzato da Confcommercio, Bersani ha sottolineato che “c’è un’emoraggia di entrate fiscali che va ben al di là della crisi”.
Per questo per Bersani occorre che il governo “reitroduca con decreto norme antievasione cancellate mesi fa”.
”Le entrate - ha aggiunto - stanno calando drasticamente e sta andando ad effetto il messaggio pro-evasione diffuso dal governo da luglio scorso”. La lotta all’evasione deve essere la “priorità numero uno altrimenti finisce che se la cavano solo i furbetti”.
Quanto al piano-casa, Bersani non si fa sfuggire l'occasione di una battuta: "chi ha sette ville ne guadagna una, chi ha 45 metri quadri si aggiunge uno sgabuzzino’’. Poi aggiunge: "’Vediamo come saranno questi provvedimenti sulla casa e se si parla di cose serie se ne discute. Se si parla di abbattere vecchi edifici per ricostruirne di nuovi attenti alle esigenze ambientali va bene, se si parla invece di deregolare totalmente la materie per cui chiunque si puo’ aggiungere il 20% ho fatto notare che chi ha sette ville ne guadagna una, chi ha 45 metri quadri si aggiunge uno sgabuzzino’’.
D'ALEMA: GOVERNO MAQUILLAGE
La manovra anti crisi del governo italiano è un’operazione di maquillage, un semplice spostamento di poste dove si è riusciti nel miracolo di non fare niente ma facendo lo stesso aumentare il deficit. A dirlo è Massimo D’Alema nel suo intervento al forum di Confcommercio.
"Se ci riferiamo alle cifre -ha detto l’ex ministro degli Esteri- la dimensione della manovra italiana è lo 0,2% del Pil rispetto per esempio al 5% degli Stati Uniti. La manovra italiana è vicina a zero in termini reali».
«Si sono spostate delle poste» ha continuato D’Alema «è un’operazione di maquilllage, ma il volume dell’intervento italiano è zero» mentre «l’aumento del deficit previsto è del 2,4% come la Francia. Siamo riusciti nel miracolo di non fare nulla ma fare aumentare il deficit».