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VOTO DI FIDUCIA

Ddl intercettazioni, via libera della Camera
L'Anm: "E' la morte della giustizia penale"

Nella votazione finale possibile il ricorso allo scrutinio segreto. L'opposizione scrive al presidente Napolitano: "La fiducia compromette pericolosamente l’equilibrio tra parlamentari". Contraria anche la magistratura

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mancino e napolitano Roma, 10 giugno 2009 - Via libera della Camera alla fiducia posta dal governo sul maxiemendamento al disegno di legge sulle intercettazioni. I voti favorevoli sono stati 325, e 246 i contrari, due gli astenuti. La votazione ha subito una breve interruzione per un malfunzionamento del sistema di registrazione elettronica.

Si terra' domani alle 16 nell'Aula della Camera la votazione finale sul disegno di legge in materia di intercettazioni su cui il governo oggi ha incassato la fiducia. Lo ha reso noto all'Assemblea di Montecitorio la vicepresidente Rosy Bindi. Oggi saranno discussi gli ordini del giorno al provvedimento, che saranno votati domattina dalle ore 10. Le dichiarazioni di voto finali avranno inizio alle 15 e saranno trasmesse in diretta televisiva.
 

Sul ddl intercettazioni con ogni probabilità, dopo la fiducia di oggi alla Camera, ci sarà una votazione a scrutinio segreto sull’intero provvedimento. Ipotesi prevista dal regolamento e sulla quale l’opposizione sarebbe propensa a chiedere alla Presidenza della Camera un vaglio di ammissibilità. Secondo quanto si apprende la Presidenza della Camera sarebbe fortemente orientata, a fronte della formalizzazione della richiesta,a valutarla positivamente.
A chiedere lo scrutinio segreto dovranno essere 30 deputati o un capogruppo che li rappresenti.

 

 

SCONTRO CON LE OPPOSIZIONI

E' scontro con l’opposizione che, unita, scrive al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Pd, Udc e Idv insieme contestano il ricorso al voto di fiducia, con cui viene imposto il ddl intercettazioni, metodo che compromette pericolosamente l’equilibrio fra governo e maggioranza e fra maggioranza e opposizione, e denunciano il contenuto di una proposta che nel merito - con l’introduzione degli evidenti indizi di colpevolezza - pregiudica il contrasto alla criminalità e compromette il ruolo della libera stampa.
 

«Confidiamo, signor Presidente - conclude la lettera firmata dal capogruppo del Pd, Antonello Soro, dal vicepresidnete dei deputati Udc, Michele Vietti, e dal capogruppo Idv, Massimo Donadi - nel suo intervento, nelle forme che riterrà opportune, per restituire pienezza di contenuti democratici al dibattito parlamentare sulle leggi». Il «dubbio legittimo è che il Governo usi impropriamente l’istituto della fiducia come strumento di controllo della propria ‘amplissima maggioranza'», denunciano i ancora i rappresentanti dell’opposizione nella lettera a Napolitano.

 

LE CRITICHE DELLA MAGISTRATURA
Sulle intercettazioni piovono le critiche anche della magistratura: il segretario nazionale dell’Associazione nazionale magistrati, Giuseppe Cascini, denuncia: il ddl contiene «clamorosi errori tecnici» . Il «problema di fondo è la filosofia del provvedimento» che «limita drasticamente per le forze dell’ordine e della magistratura la possibilità di utilizzare le intercettazioni telefoniche come strumento di indagine. È un gravissimo colpo alle attività di indagine».
 

La maggioranza difende il provvedimento: «È errato parlare di un’imposizione del Governo al Parlamento. Il ricorso alla fiducia e il fatto che del testo in materia di intercettazioni se ne parli da troppo tempo ha portato a renderlo finalmente legge», dice il viceministro allo Sviluppo economico, Paolo Romani, e aggiunge: «Il testo è stato largamente modificato rispetto a quello iniziale anche e soprattutto con il contributo dell’opposizione».

fonte agi










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