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L'AUDIZIONE ALLA COMMISSIONE AFFARI ISTITUZIONALI

Senato, Grillo offende le parlamentari
E loro annunciano: "Querela bipartisan"

Intervento 'politicamente scorretto' del comico, ascoltato sulla legge di iniziativa popolare per una nuova legge elettorale che sbarri le porte del Parlamento a inquisiti e condannati. "Stupore e rammarico" di Schifani

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grillo Roma, 10 giugno 2009 - Querela bipartisan per diffamazione delle senatrici di tutti i gruppi contro Beppe Grillo per la parola "zoccole" usata dal comico genovese nella sua audizione in commissione. La senatrice leghista Irene Aderenti ha annunciato in aula la querela presentata contro Beppe Grillo 

"Altro che zoccole... quereliamo per diffamazione Beppe Grillo". La senatrice della Lega, Irene Aderenti, a nome anche delle colleghe di Palazzo Madama, prende la parola nell'aula del Senato e attacca il comico genovese per le parole pronunciate nel pomeriggio in commissione Affari costituzionali del Senato.


"Oggi- dice Aderenti- il signor Beppe Grillo in audizione presso la prima commissione Affari costituzionali ha tra le altre cose dichiarato quanto segue: 'questa commissione, questo Parlamento non hanno nulla a che fare con la democrazia, 6 persone hanno deciso i nomi di chi doveva diventare deputato e senatore. Hanno scelto 993 amici, avvocati e qualche zoccola e li hanno eletti'".


L'esponente del Carroccio spiega che "il signor Beppe Grillo non si puo' permettere di delegittimare gratuitamente la rappresentanza femminile al Senato, non puo' ergersi a giudice parziale contro tutte a prescindere colpevolizzando a tappeto i membri del Senato come se lui fosse l'unico santino puro e casto".


Ecco perche', aggiunge, "a nome di tutte le colleghe senatrici informo la presidenza che tutte ci sentiamo profondamente lese nella persona e nel ruolo che ricopriamo, donne di maggioranza e donne di opposizione, lo ricopriamo con serieta' e dedizione. Altro che zoccole... ed annunciamo la nostra querela per diffamazione verso il signor Beppe Grillo"

 

SCHIFANI

Il presidente del Senato Renato Schifani ha espresso ''stupore e rammarico'' per le espressioni usate da Beppe Grillo nell'audizione alla Commissione Affari costituzionali. Schifani ha espresso piena condivisione per le parole pronunciate dalla vicepresidente Maria Fortuna Incostante, che ha reagito per prima alle parole del comico genovese e respinto con forza le espressioni e gli insulti''.

''Non ci si puo' rivolgere al Parlamento - ha proseguito Schifani - e nello stesso tempo offendere i componenti. L'offesa qualunquistica e volgare contro il Parlamento e' gia' stata usata con esiti drammatici contro le istituzioni. Non dobbiamo assecondare istinti e pulsioni - ha concluso Schifani - che nulla hanno a che fare con la tutela delle nostre istituzioni''.










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