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Anche la pensione fai-da-te va a fondo
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Cedono i rendimenti 2008, adesioni al minimo. Si sgonfia il paracadute delle rendite di scorta. Il ministro del Lavoro Sacconi pensa a un bis del silenzio-assenso per il 2010

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Maurizio Sacconi (Prisma) ROMA, 19 giugno 2009 - LA CRISI colpisce duro pure la previdenza integrativa. Le adesioni rallentano. Lo tsunami finanziario ha falcidiato il valore dei fondi. Nonostante ciò «alla previdenza integrativa non servono riforme. Bastano solo interventi di manutenzione sugli elementi critici», ha spiegato il presidente della Covip (la commissione che controlla il settore), Antonio Finocchiaro. Il 2008 è stato l’anno nero, quello in cui l’adesione alla previdenza integrativa ha subito un forte rallentamento, tanto che le adesioni sono cresciute appena del 6%.
Oggi gli iscritti alla previdenza integrativa sono 4,9 milioni, il 20,7% del totale dei lavoratori italiani. Di questi il 26% sono lavoratori privati, il 18,7% autonomi e solo il 3,8% dipendenti pubblici. Nel 2007 la crescita delle adesioni era stato del 52,4%, ma allora valeva la regola del silenzio-assenso.

NON E’ andata meglio sul versante dei rendimenti. I fondi negoziali (gestiti da associazioni imprenditoriali e sindacati) hanno perso, in media, il 6%. I fondi aperti (affidati a strutture finanziarie esterne) sono calati del 14%. Ancora peggio è andata ai piani individuali: la botta è stata del 25%. E’ chiaro che le percentuali cambiano in funzione della composizione del fondo a cui si è aderito. Quelli «conservativi» (solo obbligazioni) sono andati in positivo dell’1,6%. I «prudenti» (obbligazioni e azioni) hanno perso il 9,4%. Gli «aggressivi» (solo azioni) sono naufragati a meno 24,5%.


Finocchiaro ha spiegato che negli altri Paesi le cose sono andate assai peggio. In Italia le perdite sono state limitate «da un controllo dei regolamenti molto articolato» e perchè vi è stata «una gestione prudente degli investimenti». Il futuro? Secondo Finocchiaro la fase negativa «è continuata fino al 10 marzo. Dopo c’è stata una fase di recupero, ma i miglioramenti stentano. L’inversione del ciclo è ipotizzata per il 2010».

IL MINISTRO del lavoro, Maurizio Sacconi, ha ipotizzato la possibilità di riproporre il sistema del silenzio-assenso nei primi sei mesi del 2010. Poi ha esortato i giovani a pensare al loro «futuro previdenziale», creandosi la base «recuperando il periodo di laurea a condizioni molto agevolate».
Il ministro ha anche annunciato che «martedì prossimo con gli altri ministri» sarà affrontata la questione dell’equiparazione (a 65 anni) dell’età pensionabile tra donne e uomini nel pubblico impiego.

INFINE, dal prossimo anno tutti i lavoratori (sulla falsariga di quanto avviene in Svezia) riceveranno una «busta arancione» con i dati sulla pensione maturata fino a quel momento. I conteggi conterranno sia i dati della pensione pubblica, sia quelli legati alla previdenza complementare. Così tutti potranno calcolare quanto avranno al momento del pensionamento.

di Nuccio Natoli

  • 19/06/2009 10:18
    ivan
    caro ex compagno sacconi (perchè prima di entrare nel popolo delle libertà era uno di sinistra): questi operai sono davvero una delusione!!!
  • 19/06/2009 10:20
    matteo
    Invece di usare il sistema del silenzio assenso per destinare quote alla previdenza sociale, usate i soldi di quest'articolo per darli alle persone. http://www.quinews.it/2009/06/08/pdl-al-4095-nei-rimborsi-elettorali/
  • Sono presenti 2 commenti
 

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