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IL G8 DI TRIESTE

I Grandi 'deplorano' le violenze in Iran
"Ma resti il dialogo sul nucleare"

La dichiarazione finale: "Siamo preoccupati per gli sviluppi delle elezioni presidenziali iraniane, rispettiamo completamente la sovranità dell’Iran, ma allo stesso tempo condanniamo la violenza seguita al voto e chiediamo il rispetto dei diritti umani"

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Il g8 degli Esteri a Trieste (Ansa) Trieste, 26 giugno 2009 - I ministri degli Esteri del G8 hanno «deplorato» le violenze verificatesi in Iran dopo l’annuncio dei risultati elettorali e sollecitano Teheran al rispetto della libertà di espressione. «Siamo preoccupati per gli sviluppi delle elezioni presidenziali iraniane», hanno scritto i ministri degli Esteri nella dichiarazione finale, «rispettiamo completamente la sovranità dell’Iran, ma allo stesso tempo condanniamo la violenza seguita al voto» e «chiediamo il rispetto dei diritti umani».


Alla vigilia della riunione di Trieste
, il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, aveva anticipato che una posizione più dura avrebbe rappresentato un «approccio sbagliato» e avrebbe spinto Teheran a isolarsi. Oggi il capo della diplomazia tedesca, Frank Walter Steinmeier, ha spiegato che «è stato trovato un linguaggio comune per condannare ciò che è accaduto ed esprimere solidarietà». «Quello che abbiamo visto -ha aggiunto- è insopportabile. I risultati elettorali sono dubbi». Teheran, ha rilanciato il britannico David Miliband, «ha il diritto di far rispettare i propri diritti, ma deve anche adempiere ai propri obblighi».


Il G8, ha sottolineato Frattini, «non ha rinunciato alla condanna» di quanto accade in Iran. «Vi sono due concetti chiave -ha precisato- deve restare il dialogo sulla questione nucleare e sono inaccettabili sia le violenze sia le espulsioni dei giornalisti». Quanto all’esito delle elezioni, in conferenza stampa i toni sono stati meno tortuosi di quelli espressi nella dichiarazione. «Non sappiamo chi le ha ha vinte», ha detto Frattini, «abbiamo mandato a Teheran un forte invito a trovare soluzioni pacifiche».


La convinzione del G8, ha detto il capo della Farnesina, «è che la questione non è chiusa». A Frattini hanno fatto eco la «preoccupazione» del capo della delegazione americana, William Burns, e lo stesso Lavrov si è spinto oggi a sottolineare «forte preoccupazione» per gli «assassinii» compiuti durante le manifestazioni di piazza. Questo, però, ha aggiunto, non deve portare a «ingerenze nelle questioni nazionali iraniane». Quanto al nucleare, il G8 ha rinnovato l’impegno a trovare una soluzione diplomatica.


A Teheran non fanno una piega. Il Consiglio dei Guardiani della Costituzione ha decretato che «non vi sono stati brogli» e che le ultime elezioni sono state le «più pulite» nella storia della Repubblica Islamica. La repressione minaccia di farsi più dura. «La giustizia deve punire i capi della rivolta fermamente e senza mostrare alcuna pietà affinchè ciascuno impari la lezione», ha detto Ahmad Khatami, fedelissimo della Guida Suprema, Ali Khamenei. Khatami ha definito «mohareb (nemici di Allah, ndr)» i manifestanti e invocato per loro una pena «spietata e selvaggia», ovvero la condanna a morte.

fonte agi










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