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Auto, cinque italiane nella top ten
Scajola: "Spero in accordo Fiat-Opel"

"Magari a fine anno - precisa il ministro - quando si sarà visto che di là c’è una proposta finanziaria, non industriale”. Interpellanza Pd al governo: "Come intende sostenere Termini Imerese?"

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Logo Fiat-Opel (Infophoto) Roma, 1 luglio 2009 - Cinque i modelli di marca nazionale tra le auto più vendute nel mese. Mantengono le prime due posizioni Fiat Punto (17.455 unità) e Fiat Panda (17.186). Sempre al quarto posto anche Fiat 500 (7.467), al sesto, conquistando una posizione rispetto al mese scorso, Lancia Ypsilon (5.687) e al decimo Fiat Bravo (4.609).

 

È l’Anfia a fornire la classifica che sottolinea anche il «lieve recupero» di quota per le autovetture con motorizzazione diesel, la cui percentuale nel mese si attesta al 42,5% (era 41,7% a maggio), mentre nel primo semestre le vetture diesel immatricolate rappresentano il 43,6% dell’intero mercato.


Salgono di nuovo a cinque i modelli di marca nazionale nella classifica mensile delle top ten diesel. Ancora in testa Fiat Punto (5.087 unità), primo ingresso per Fiat Qubo (2.812), che si posiziona al quinto posto, in ascesa Fiat 500 al sesto (2.228), mentre all’ottavo e al decimo rispettivamente si collocano Fiat Bravo (1.990) e Fiat Panda (1.921).

 

LE SPERANZE DI SCAJOLA

Ci sono ancora speranze perchè Fiat possa concludere un accordo con Opel. Magari a fine anno. Lo ha sottolineato il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, intervenuto al Forum organizzato dal comitato Leonardo.


Scajola, parlando dell’importanza dell’accordo che Fiat ha concluso con l’americana Chrysler, ha poi sottolineato che “ci auguriamo di vedere qualcosa anche su Opel, non abbiamo perso le speranze, magari a fine anno quando si sarà visto che di là c’è una proposta finanziaria, non industriale”.

 

INTERPELLANZA DA TERMINI IMERESE

"Adesso il governo sia chiaro e dica cosa farà per garantire la salvaguardia, la continuità della produzione di autovetture ed il mantenimento degli attuali livelli occupazionali dello stabilimento di Termini Imerese": lo chiede Tonino Russo, vice segretario regionale del Pd siciliano e deputato nazionale che ha presentato questa mattina, come primo firmatario, una interpellanza urgente al ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola sul futuro dell’impianto siciliano.

"Vogliamo inoltre sapere se il governo - continua - intende presentare, nel quadro delle trattative con Fiat, proposte concrete all’azienda automobilistica per impedire che si decreti un declassamento di Termini Imerese e che si buttino nello sconforto alcune migliaia di famiglie siciliane e numerose città del comprensorio di Termini Imerese e delle Madonie. Le risposte già avute dal governo in una precedente interpellanza adesso sono aria fritta. In queste ore concorderemo con i lavoratori e i dirigenti sindacali quali altre iniziative assumere nell’interesse della continuità produttiva ed occupazionale».

 

ASSESSORE: INVOGLIEREMO L'AZIENDA A RIMANERE IN SICILIA

 “Dobbiamo invogliare Fiat a rimanere a Termini Imerese e per questo abbiamo già chiesto un incontro a Roma”. Così, intervenendo alla riunione congiunta delle commissioni Attività produttive e Lavoro dell’Assemblea regionale siciliana, l’assessore all’Industria Marco Venturi. “Abbiamo a disposizione 150 milioni da utilizzare e 100 per la ricerca” ha detto l’assessore sottolineando che la vicenda dello stabilimento Fiat di Termini Imerese, che secondo il Lingotto dovrebbe subire da qui al 2012 una riconversione, “non si può delegare solo al governo nazionale. E’ una vicenda che riguarda tutta l’isola e noi metteremo in campo tutte le strategie”. Rivolgendosi poi ad esponenti politici, rappresentanti dei lavoratori e sindacalisti, Venturi ha quindi detto che adesso è necessario “stare attenti che altri non vadano via dalla Sicilia” e ha citato la Fincantieri.










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