Il cavaliere: "Mi sento come uno che non trova neanche un euro. Una situazione che io da imprenditore non ho mai conosciuto". Bonanni: "Guardiamo i dati del Pil...". Il Pd: "Un ottimismo insopportabile...". Un'altra forte scossa a L'Aquila: 4,1. Trema anche la sede del vertice
Roma, 3 luglio 2009 - La crisi è una «dura realtà», ma «il peggio è passato». Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, a ‘L’Aquila day’, il workshop organizzato dal ministro dell’Economia. «È come quando uno va a fare la spesa, si mette le mani in tasca e non trova neanche un euro. Una situazione che, da imprenditore, io non ho mai conosciuto» ha detto il premier, osservando che si tratta di «una dura realtà ma speriamo in un futuro migliore, perchè la situazione non sta peggiorando ma migliora».
«Quello che doveva accadere è accaduto - ha proseguito il Cavaliere - le banche che dovevano fallire non hanno fallito e chi doveva togliersi dal mercato si è tolto. Oggi chi faceva della speculazione la principale attività di mercato è sparito». Per questo motivo Berlusconi invita ad avere fiducia e a non cambiare le proprie abitudini: «Tutte le organizzazioni internazionali un giorno si e l’altro pure fanno previsioni negative e tutto questo non fa che aumentare la paura». Per il premier, invece, bisogna insistere sul messaggio di speranza perchè - ripete - «il peggio è alle spalle».
Tanto ottimismo non va giù all’opposizione. «È insopportabile questo modo di fronteggiare la crisi» ha commentato il segretario del Pd, Dario Franceschini. «Di fronte a milioni di famiglie e imprese che chiedono misure urgenti, il presidente del Consiglio continua con questo atteggiamento che tende a minimizzare e negare il problema - ha aggiunto Franceschini - È inaccettabile continuare a negare la crisi e a girare la testa dall’altra parte: è uno schiaffo in faccia agli italiani».
Anche per il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, Berlusconi si sbilancia troppo. «Prima - invita Bonanni - guardiamo i dati del Pil, quelli sulla disoccupazione e i dati della discesa della Cassa integrazione.
Solo allora potremo fare queste affermazioni. Ora, invece, dobbiamo remare tutti dalla stessa parte».
Il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, da parte sua non vuole parlare «nè di ottimismo nè di pessimismo rispetto ai tempi di uscita dalla crisi: occorre pragmatismo».
Marcegaglia non ha però dubbi sulla ricetta per venirne fuori: burocrazia più leggera, più facile accesso al credito, supporto alle imprese che investono e grandi riforme a cominciare da quella delle pensioni.
LA TERRA TREMA ANCORA
Una scossa sismica, di magnitudo 4.1, è stata avvertita dalla popolazione in provincia dell’Aquila alle 13.03. Le località prossime all’epicentro sono L’Aquila, Pizzoli e Barete: dalle verifiche effettuate dalla Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile non risultano danni a persone o cose. La gente e’ uscita subito dagli uffici riversandosi per le strade: nonostante non ci siano danni, comprensibilmente la gente è terrorizzata
E torna a salire il numero dei cittadini che vogliono ritornare a vivere per brevi periodi nelle tendopoli dell’aquilano dopo le tre forti scosse di ieri notte e quella del 4,1 grado delle 13.04 di oggi. Soprattutto nei campi periferici tra questa mattina e il primo pomeriggio sono decine le famiglie che hanno avuto un colloquio con i rispettivi capi-campo per rientrare perché preoccupate dal forte sciame sismisco.
Sono persone che erano rientrare nelle proprie abitazioni perché considerate agibili. Richieste anche di controlli da parte dei cittadini alle proprie abitazioni sono state presentate alla polizia municipale e all’ufficio tecnico. Le zone più colpite dalle ultime scosse sono quelle di Arisca dove il sindaco Cialente alcuni giorni fa aveva chiuse alcune vie al traffico per via di eventuali crolli.
Le scosse della notte invece erano state avvertite solo in parte nelle tendopoli di Paganico, Coppito e piazza d’Armi. Al termine dello sciame sismico sono state controllate tutte le strutture del campo.
FONTE AGI