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Il presidente della Consob annuncia
"Ispezioni su cinque grandi banche"
Sulle imprese: "Sono a rischio asfissia"

Lamberto Cardia parla di "verifiche sull'attuazione dei principi di correttezza comportamentale" verso la clientela. Prospettive: "Percorso irto di ostacoli per recuperare i livelli anteriori alla crisi". Occhi puntati anche sul credito alle piccole e medie imprese

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Lamberto Cardia Milano, 13 luglio 2009 - ‘’Lo scorso giugno sono stati avviati accertamenti ispettivi nei confronti di cinque grandi gruppi’’ bancari, ‘’finalizzati alla verifica delle concrete modalità di attuazione dei principi di correttezza comportamentale’’ verso la clientela. Lamberto Cardia, presidente della Consob, lo ha detto nel suo discorso al mercato, in corso nella sede della Borsa italiana, alla presenza del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

 

Cardia, sottolineando l’importanza della corretta informazione sui prodotti finanziari proposti ai risparmiatori e dei comportamenti delle banche che li collocano, ha evidenziato che ‘’senza trasparenza e correttezza non c’è fiducia e senza fiducia non c’è stabilità’’.

 

Il presidente della Consob ha poi parlato delle prospettive economiche. “I soggetti più deboli, - afferma Cardia - sia nel mondo delle imprese sia tra gli investitori, sono esposti a rischi maggiori”. Secondo Cardia gli effetti della crisi mondiale sull’economia italiana sono “severi” e “colpiscono l’occupazione, l’imprenditorialità, i redditi e i risparmi degli italiani”.

 

“Ai segnali di affievolimento delle tensioni sui mercati finanziari, peraltro ancora incerti e instabili, si contrappongono i dati negativi sull’economia reale. Le previsioni attuali - prosegue Cardia - delineano un percorso lungo e irto di ostacoli per recuperare i livelli anteriori alla crisi e ancora più problematica si presenta la prospettiva di ritornare a un processo di crescita duratura”.

 

“Gran parte delle imprese medio-piccole, trama fondamentale del tessuto imprenditoriale, trova difficoltà - dice Cardia - e potrebbe correre rischi di asfissia finanziaria”. Per Cardia “si sta interrompendo un processo di ristrutturazione industriale del settore che negli anni scorsi aveva cominciato a produrre risultati incoraggianti in termini di produttività e competitività internazionale”. Chi invece non ha problemi di accesso al credito sono le grandi imprese. “Solo le imprese di grandi dimensioni - prosegue nella relazione - riescono a reperire sul mercato capitale proprio e a collocare prestiti obbligazionari senza gravi difficoltà né a costi da considerare eccessivi”.










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