Il presidente delle Cei prende le difese del direttore dell'Avvenire. Anche l'Eco di Bergamo accusa: "Massacro mediatico, ma come siamo caduti in basso". Intanto il quotdiano diretto da Feltri prosegue la sua polemica
Roma, 29 agosto 2009 - Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, ha definito un "attacco disgustoso e molto grave" quello del 'Giornale' al direttore di 'Avvenire' Dino Boffo. "L’attacco che è stato fatto al dottor Boffo, direttore di Avvenire - ha detto il porporato prima della celebrazione al Santuario della Madonna della Guardia a Genova - è un fatto disgustoso e molto grave. Rinnovo al dottor Boffo tutta la stima e la fiducia mia personale, dei vescovi italiani e di tutte le comunità cristiane in Italia”.
Ma è tutto il mondo cattolico a fare quadrato, dalla stampa religiosa (anche internazionale) fino ai movimenti. "Massacro mediatico, ma come siamo caduti in basso": è il titolo del duro editoriale scritto da Ettore Ongis, direttore dell''Eco di Bergamo’, giornale cattolico, controllato in maggioranza dalla Curia. "Feltri pesca nel torbido dei casellari giudiziari per riesumare una vecchia storia che risale al 2001. La verità - prosegue l’editoriale - è che Boffo è stato duramente 'punito' a mezzo stampa per avere espresso alcuni giudizi critici nei confronti dei comportamenti privati del premier Berlusconi. Siamo insomma al massacro mediatico con risvolti a dir poco paradossali".
Ma se l''Avvenire’ sceglie il basso profilo evitando titoloni o editoriali e limitandosi a un box sobrio in prima pagina, ed un articolo interno a pagina 11, per respingere l’attacco ed esprimere solidarietà al direttore, il direttore del 'Giornale' Vittorio Feltri va avanti nella sua battaglia. "Il Giornale prosegue la sua polemica contro Dino Boffo", è il titolo scelto dal quotidiano.
Feltri osserva che il direttore dell’Avvenire, "non ha smentito una riga di quanto scritto, e non poteva farlo, perchè la notizia che lo riguarda è vera".
Al fianco di Boffo però si schierano i movimenti, a partire da Comunione e Liberazione, che dal Meeting di Rimini fa sentire forte la propria voce. "Se si va avanti con questo modo di fare politica si perde il valore della persona e della politica", dice Emilia Guarnieri, Presidente Associazione Meeting per l’amicizia fra i popoli, secondo cui l’attacco a Boffo è "vergognosa" perché è una "provocazione che supera il rispetto della persona".
"Gli organizzatori del Meeting - si legge in una nota di Cl - sottolineano l’assoluta mancanza di rispetto per la persona, ridotta a pretesto per una lotta politica". Quello del 'Giornale' è un "attacco inqualificabile e senza precedenti" che "ci sorprende e ci amareggia", commenta da parte sua l'Associazione 'Scienza & Vita'.
Interviene anche l'Azione Cattolica, che parla di un attacco "personale quanto pretestuoso", che rappresenta, "un tentativo di intimidire un giornale che ha cercato, con correttezza ed equilibrio, di informare i suoi lettori su una vicenda che non poteva essere ignorata, senza per questo scendere nel pettegolezzo, nel gossip". Lo afferma il presidente della maggiore associazione ecclesiale del nostro Paese, Franco Miano, che chiede di fare "un passo indietro" ad "un certo giornalismo e a una certa politica che pur di perorare una causa sono disposti a qualsiasi atto per screditare chi ha una diversa opinione o esprime una diversa posizione".