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LA GUERRA TRA GIORNALI

Maroni chiama Boffo: 'Nessuna informativa'
Berlusconi assicura: "Non ho parlato con Feltri"

In un lungo articolo Dino Boffo definisce "un'emerita patacca" la 'velina' di Feltri e racconta dell'inattesa telefonata del ministro dell'Interno. E sulla vicenda interviene anche il premier

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Dino Boffo, direttore di Avvenire (Ansa) Roma, 30 agosto 2009 -  Non un’informativa, ma “un’emerita patacca”. Il direttore di Avvenire, Dino Boffo, in un lungo articolo torna a difendersi dalle accuse de “Il Giornale” e scrive di aver ricevuto una telefonata “assolutamente inattesa” dal ministro dell’Interno, Roberto Maroni.

Boffo, facendo riferimento alla frase, riportata da “Il Giornale”, secondo cui sarebbe stato da tempo “già attenzionato dalla Polizia di Stato per le sue frequentazioni”, scrive: Maroni “ha voluto manifestarmi la sua solidarietà e il senso di schifo che gli nasceva dalle cose lette e teneva anche ad assicurarmi di aver ordinato un’immediata verifica nell’apparato di pubblica sicurezza centrale e periferico che da lui dipende, e che nulla, assolutamente nulla di nulla era emerso”.


Per il direttore di Avvenire “si potrebbe spulciare
riga per riga di quel fantomatico documento (vera “sòla”) e controbattere, e far emergere di quel testo anzitutto l’implausibilità tecnica, poi magari sostanziale. Lo faremo, se necessario”. Boffo chiede quindi a Feltri, “il Mourinho dei direttori”, come avrà fatto “a non porsi una domandina elementare prima di dare il via libera alla danza (infernale): questo testo che ho in mano è realmente un’”informativa” che proviene da un fascicolo giudiziario oppure è una patacca che, con un minimo appiglio, monta una situazione fantasiosa, fantastica, crimminale? Perchè, collega Feltri, questa domandina facile facile non te la sei posta? Ma se te la fossi fatta, sei proprio sicuro di aver vicino a te le persone e le competenze giuste per compiere i passi a seconda della gamba? Non sei corso troppo precipitosamente a inauguare la tua nuova stagione al timone di quello che non è più un foglio corsaro ma il quotidiano della famiglia del presidente del Consiglio?”.


Boffo promette poi a Feltri che “quanto di fondamentale non farà spontaneamente capolino davanti all’opinione pubblica, emergerà civilmente e pacatamente in un tribunale della Repubblica, cui i miei avvocatoi già lunedì si presenteranno per la querela”.

 

INTERVIENE BERLUSCONI

"In questi giorni non ho mai avuto alcuna conversazione telefonica con il direttore de ‘Il Giornale’, nè con altri suoi collaboratori”. E’ quanto afferma il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, smentendo alcune ricostruzioni giornalistiche che definisce “falsità”.


“Di fronte alla marea di voci, insinuazioni e presunte rivelazioni apparse stamane sui giornali - prosegue il premier - è impossibile smentirle tutte, ma su una falsità non posso tacere: in questi giorni non ho mai avuto alcuna conversazione telefonica con il direttore del ‘Giornale’ nè con altri suoi collaboratori”.










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