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La Cei e il caso Boffo: "L'informativa?
Sembra un avvertimento di tipo mafioso"

Monsignor Domenico Mogavero conferma di averla ricevuta: "Ne sono rimasto indignato". Il gip di Terni: "Nel fascicolo non c’è alcuna nota che riguardi le sue inclinazioni sessuali"

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Dino Boffo, direttore di Avvenire (Ansa) Città del Vaticano, 31 agosto 2009 - Monsignor Domenico Mogavero, presidente del consiglio Cei per gli Affari giuridici, conferma all'Ansa di aver ricevuto l’informativa sul direttore di Avvenire, Dino Boffo, poi pubblicata dal Giornale. "Si ho ricevuto l’informativa su Boffo anch’io e ne sono rimasto indignato", ha detto. Mogavero l'ha definita "una forma di avvertimento che da siciliano definirei di tipo mafioso".

 

Ricevuta l’informativa sul direttore dell’Avvenire, monsignor Mogavero racconta di averla "cestinata". "Se infatti - spiega il presidente Cei per gli Affari giuridici - dovesse trattarsi della fotocopia di documenti veri ci sono diverse violazioni di legge e, da alcune analisi fatte, emerge che vi sono diverse incongruenze".

 

Un testo del genere, "indirizzato a più persone", ha lo scopo di "un avvertimento" che, osserva il vescovo, "io da siciliano definirei di tipo mafioso" in particolare "nei confronti dei due cardinali citati, Camillo Ruini e Dionigi Tettamanzi".

 

Il vescovo di Mazara del Vallo ragiona anche sulle conseguenze del caso Boffo. "Bisogna capire - dice - che quando si entra nel piano della rappresaglia si sa da dove si comincia ma non si sa dove si va a finire, soprattutto perché esistono persone che poi in queste situazioni ci sguazzano. Certi signori - rimarca - si sono assunti la responsabilità morale di aver messo in moto un meccanismo che speriamo si fermi qui".

 

“Rinnovo la mia stima per Dino Boffo e la mia gratitudine per il servizio che rende alla comunità cristiana e al nostro Paese, e dico la mia vicinanza umana ed evangelica per il momento di prova che sta attraversando. Una stima e una gratitudine che si fondano sul lavoro quotidiano che tutti possono riscontrare leggendo Avvenire e che lettere anonime - di cui si parla e che anche io a suo tempo ho ricevuto e in quanto tali, come mio costume, non ho prendo in considerazione - non possono vanificare”, ha detto l’arcivescovo Dionigi Tettamanzi.

 

Inoltre non è arrivata nessuna richiesta di dimissioni al direttore nè da parte della segreteria di Stato vaticana nè dal vertice della Conferenza episcopale italiana. Secondo fonti ecclesiastiche, il cardinale Tarcisio Bertone ha invece offerto il proprio sostegno al direttore di ‘Avvenire'.
 

IL FASCIOLO - "Non c’è alcuna nota che riguardi le sue inclinazioni sessuali" nel fascicolo a carico di Dino Boffo relativo al procedimento per molestie concluso con un decreto penale di condanna di 516 euro. A confermarlo oggi ad alcuni giornalisti presenti in Procura a Terni, il giudice per le indagini preliminari, Pierluigi Panariello che dovrà decidere sulla richiesta di accesso agli atti presentata stamani dai cronisti. Una decisione che dovrebbe arrivare non prima di domani mattina e dopo che, anche il procuratore della Repubblica di Terni, Fausto Cardella, avrà dato il suo parere.










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