Montezemolo si smarca
"Italia futura non è un partito"
Il presidente della Fiat auspica che il governo "arrivi fino a fine legislatura” e riguardo alla sua associazione, che potrebbe attirre i centristi, dice: "E' un problema che riguarda loro"

Roma, 7 ottobre 2009 - In Italia c’è un governo che gode di “una maggioranza forte” e “auspico che arrivi fino a fine legislatura”. Lo ha sottolineato il presidente della Fiat, Luca Cordero di Montezemolo, a Sky Tg 24 spiegando che Italia Futura, l`associazione nata per promuovere il dibattito civile e politico sul futuro del paese, non è un partito ma “un’associazione di idee”. “Di tutto c’è bisogno - ha aggiunto - meno che di un altro partito”.
"Voglio dire forte che Italia Futura non ha nè ruolo nè alcuna volontà di fare nè un partito nè un’associazione politica", ha assicurato. "Italia Futura è un associazione di idee, tra persone competenti e giovani che hanno a cuore il futuro del Paese e che vogliono dare un contributo per stabilire dove vogliamo essere non tra 20, 10 o 15 anni, ma tra 5 anni", ha spiegato.
"Il futuro lo lasciamo ai futurologi, noi ci occupiamo di mettere al centro progetti che riteniamo fondamentali per dare un contributo serio di una società civile al futuro di un’Italia che ci sta a cuore - ha insistito - in un momento in cui tutto si fa meno che pensare al futuro".
Quanto alle voci che Italia Futura potrebbe attrarre i centristi come Pier Ferdinando Casini o Francesco Rutelli, Montezemolo è stato chiaro. "È un problema che riguarda loro, lo dico con rispetto per persone che stimo", ha detto, "ma è un problema che non mi riguarda e che non mi riguarderà".
Quanto al dibattito sulla libertà di stampa, Montezemolo dichiara: "Non credo che in Italia non ci sia libertà di stampa. Per quanto riguarda la tv si deve dare un accesso uguale a maggioranza e opposizione" e questo "e’ un tema delicato da affrontare". In ogni casi "si rischia di parlare di tutto meno che dei problemi veri e reali delle famiglie e delle imprese". Infine, Montezemolo ha auspicato una "democrazia basata sul talento: premiamo chi merita".
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