"Marrazzo ricattato per un video con un trans"Lui: "E' tutto falso"
ma ci sono i verbali
La Procura: sventata estorsione ai danni del governatore del Lazio. Lui furioso: "E' un falso, mai pagato". Assegni per 50mila euro: il Ros ha arrestato quattro carabinieri. La vittima: "Vogliono colpirmi in vista delle elezioni Ora basta, difendo la mia famiglia". Ma i verbali pubblicati da il Giornale.it raccontano una storia diversa

Roma, 24 ottobre 2009 - A TRE ANNI dal caso di spionaggio alla Regione Lazio emerso dalle confessioni di un investigatore privato, il presidente Piero Marrazzo è al centro di uno scandalo portato alla luce dal fermo di 4 sottufficiali dei Carabinieri accusati dai loro commilitoni del Ros di essere dei volgari ricattatori. "Mele marce che abbiamo immediatamente scoperto e isolato, l’indagine è partita da noi e ora dobbiamo chiarire le responsabilità", ha dichiarato il Comandante provinciale dell’Arma, Vittorio Tomasone. Ma i contorni della vicenda non sono del tutto chiari. Marrazzo, interrogato dai magistrati alla vigilia dei fermi, dal punto di vista giudiziario è parte lesa e tale si protesta ("mi vogliono colpire alla vigilia delle elezioni"). E’ la vittima di un’estorsione (sulla carta 50mila euro) e della rapina del suo portafogli, benché a suo tempo non abbia presentato denuncia. Il fatto è che quella pattuglia di militari, in servizio alla Compagnia Trionfale e ora sospesa dall’Arma per "indegnità", nel luglio scorso piombò (in borghese e con un pretesto) in un appartamento sorprendendo il presidente della Regione in un contesto "intimo". "Con un transessuale", è emerso ieri, poi la conferma nel decreto con cui la Procura ha ordinato i fermi. L’incontro galeotto era stato filmato e sul video avrebbero messo le mani i quattro carabinieri per il ricatto a Marrazzo. Soldi, in assegni (che non risultano incassati) in cambio dell’oscuramento. Anche se quel video è finito agli atti, dopo essere passato per un "mediatore" e offerto a giornali e tv, persino allo stesso fotoreporter coinvolto negli "scatti" sulle frequentazioni dell’ex portavoce di Prodi, Sircana.
UN FILMATO con "Piero Marrazzo mentre si intratteneva con un transessuale all’interno di un’abitazione". Questo il passaggio nel decreto sul fermo dei carabinieri Luciano Simeone (30 anni), Carlo Tagliente (29), Antonio Tamburrino (28), Nicola Testini (37) e che fa riferimento al video girato "con modalità abusive". "Si vedono anche — continua il pm — della polvere bianca che, per le caratteristiche, le circostanze e le dichiarazioni rese, consisteva con ogni evidenza in cocaina, nonchè un tesserino sul quale si legge il nome di Marrazzo". Secondo i magistrati la cocaina è frutto di "un’intenzionale messinscena, resa ancor più evidente dalla collocazione accanto al tesserino di Marrazzo". Ciò, si legge più avanti, è "del tutto conforme alle evidenti finalità dell’intervento premeditato e diretto proprio a sfruttare quell’occasione".
Oggi gli interrogatori del gip Sante Spinaci. La Procura, con il Capo Giovanni Ferrara, l’aggiunto Giancarlo Capaldo e il pm Rodolfo Sabelli, chiederà gli arresti per estorsione, rapina, violazione di domicilio e violazione della privacy; da approfondire l’accusa di detenzione di droga, da cui le prime indagini sul gruppetto, con relative intercettazioni, sono partite. Ma negli uffici giudiziari si sottolinea che "il caso va inquadrato nella delinquenza comune, volevano fare i soldi colpendo il ‘privato’ di altri soggetti".
Marrazzo col passare delle ore è un fiume in piena. "Quel filmato è un falso. E’ stato sventato un tentativo di estorsione. Nego di aver mai versato soldi. Bisogna vedere se l’assegno che dimostrerebbe il pagamento l’ho firmato io, occorrerà attendere le perizie. Ora parleranno solo i miei legali (ha nominato il penalista Luca Petrucci, ndr), ho una famiglia alla quale tengo più di ogni altra cosa e che voglio preservare con tutte le mie forze". E i magistrati rivelano che "poche ore dopo le perquisizioni in casa degli indagati, le auto della ex moglie e della figlia di Marrazzo sono state oggetto di atti di vandalismo".
di Bruno Ruggiero
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