Autosopensione Marrazzo
Il Pd: "Atto di responsabilità"
Il Pdl ricorda il caso Berlusconi: "La vita privata è esclusa dalla contesa politica". Gasparri: "Autosospensione? Vediamo se c'è abuso di legge"
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Arrestati 4 carabinieri
Il governatore:
"Quel video è falso"
Roma, 24 ottobre 2009 - La notizia dell'autosospensione di Piero Marrazzo ha scatenato interrogativi: innanzitutto in seno al Pd si è aperto il problema di chi candidare alle prossime elezioni regionali. Hanno già detto di "no" Enrico Gasbarra, Rosy Bindi e David Sassoli.
Risposta negativa anche da Esterino Montino, il vicepresidente della Regione che ha assunto la reggenza del Lazio. "Rispetto ad alcune dichiarazioni riguardanti la mia partecipazione a eventuali primarie per la candidatura alla presidenza della Regione Lazio in vista della prossima legislatura rimango sempre convinto della mia indisponibilità", ha detto.
"Il mio ruolo in questi mesi - ha sottolineato - sarà quello di garantire insieme alla squadra di governo e alla maggioranza la prosecuzione del lavoro e dell’attività amministrativa della Regione".
Il Pd, compatto ieri nel dimostrare solidarietà a Marrazzo, e unito oggi nel giudicare positiva la scelta del presidente autosospeso. Il pressing è perché si faccia da parte definitivamente. In una nota congiunta i tre candidati alla segreteria del Pd, franceschini, Bersani e Marino, fanno sapere che "la scelta di Marrazzo di dimettersi, attraverso un breve percorso che garantisca il funzionamento della Regione Lazio, è un atto di responsabilità".
"I comportamenti privati di un uomo pubblico hanno una rilevanza pubblica ed è un principio che vale per tutti: per il presidente del consiglio dei ministri e per il presidente della giunta regionale del Lazio", ha dichiarato Massimo D’Alema, intervenendo oggi a Bari in un convegno per la campagna congressuale del Pd.
"Ci vuole rispetto per gli aspetti personali - ha aggiunto - ma apprezzo, nello stesso tempo, la sensibilità dell’uomo pubblico che si è reso conto che la sua posizione è diventata insostenibile. Quello di Marrazzo è un gesto di responsabilità".
"Esprimiamo apprezzamento per il lavoro sin qui svolto da Piero Marrazzo e per la sua scelta, di grande responsabilità politica. Una lezione di stile al centrodestra ed a quanti, pur coinvolti in gravi scandali, hanno preferito rimanere aggrappati alla poltrona, compromettendo le istituzioni", afferma, dal canto suo, il capogruppo Idv alla Camera Massimo Donadi.
Del tutto diversa la valutazione del centrodestra, centrata sul principio - sostenuto per Silvio Berlusconi nei casi Noemi Letizia e Patrizia D’Addario - che la vita privata, anche di un rappresentante istituzionale, debba essere esclusa dalla contesa politica; e, dopo l’autosospensione del governatore, sulla richiesta di dimissioni ‘vere’ e di elezioni anticipate rispetto al 28-29 marzo.
Il primo a difendere Marrazzo, stamane, è stato il ministro dell’Interno. "Non credo - ha rilevato Roberto Maroni - che se qualcuno è stato vittima di un ricatto debba dimettersi". Per il ministro leghista, "la vita personale deve essere ‘personale’, ognuno può fare ciò che crede".
Poco dopo Fabrizio Cicchitto, gli fa eco: la sfera privata deve essere preservata dallo scontro politico. "Purtroppo - sottolinea il presidente dei deputati del Pdl - l’imbarbarimento della politica nel nostro Paese ha una precisa responsabilità che deriva dall’attacco che la sinistra, e i suoi giornali, hanno portato a Silvio Berlusconi, proprio sul terreno della vita privata. Adesso si vede che le conseguenze sono devastanti per tutti".
"Stiamo facendo una verifica per accertare se c’è una violazione della legge in atto alla regione Lazio. L’auto-sospensione del presidente, infatti, è collegata ad impedimenti di salute reali. Non può essere una procedura usata pretestuosamente per ritardare le dimissioni", dice invece Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl.
"Ci riserviamo di fare tutti gli accertamenti giuridici - aggiunge - ma invitiamo sin da questo momento la sinistra a non aggiungere lesioni gravi alla situazione tra il grottesco ed il drammatico che si è già verificata. L’uso della sospensione temporanea potrebbe rappresentare un grave abuso di legge. Non giochiamo con la democrazia".
"Riteniamo che l’epilogo su questa vicenda debba essere quello delle dimissioni e dell’immediato ricorso alle urne. In ogni caso - conclude Gasparri - stiamo valutando passi formali a tutela della legalità repubblicana e della democrazia che rischiano violazioni inaccettabili".
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