Marrazzo, dalla sospensione
al certificato per 'forte stress'
Il presidente della Regione Lazio si dimetterà a novembre. Per la prestazione del trans era pronto a pagare 5000 euro. Berlusconi lo avvertì: "C'è un video su di te". L'ordinanza del gip: quadro indiziario di 'assoluta gravità' per i 4 carabinieri coinvolti
Roma, 26 ottobre 2009 - Piero Marrazzo presenterà formalmente le sue dimissioni entro metà novembre. Nel frattempo, essendosi autosospeso per ‘impedimento temporaneo', visto che oggi ha presentato un certificato medico con una prognosi di 30 giorni per forte stress psico fisico, le sue veci verranno fatte dal vicepresidente Esterino Montino. Le dimissioni arriveranno in tempo per permettere alla regione di evitare le elezioni anticipate. Marrazzo ha anche rimesso presso il ministero del Welfare le deleghe che gli spettavano in qualità di commissario della Sanità nel Lazio.
L'ORDINANZA DEL GIP
Intanto, dall’ordinanza con la quale il gip di Roma Sante Spinaci ha disposto l’arresto dei quattro carabinieri che hanno tentato di ricattare il governatore emergono i particolari della vicenda. Marrazzo avrebbe pagato cinquemila euro “per avere un incontro sessuale a pagamento con una certa Natalì”.
Poi il blitz dei carabinieri che “sono entrati nell’appartamento con un atteggiamento estremamente arrogante” e infine il ricatto, la pretesa di essere pagati con “molti soldi” facendo capire a Marrazzo che “altrimenti vi sarebbero state rappresaglie o comunque conseguenze negative”.
Sulle responsabilità dei carabinieri nessun dubbio: “Dalle risultanze di indagine emerge un quadro indiziario di assoluta gravità - si legge nell’ordinanza - nei confronti degli indagati, in particolare in relazione alle condotte poste in essere per la realizzazione di un piano preordinato e per l’acquisizione di profitti illeciti”.
BERLUSCONI: "C'E' UN VIDEO SU DI TE"
Ancora tanti i punti oscuri della vicenda. A dominare oggi è la notizia che prima ancora che scoppiasse il caso, il presidente Berlusconi avrebbe avvertito il presidente della Regione Lazio per avvisarlo che stava girando un video su di lui. Il filmato era infatti finito sulla scrivania del direttore di 'Chi', Alfonso Signorini che immediatamente ha avvertito la proprietà. Il premier quindi, dichiarandosi contrario alla pubblicazione delle immagini, avvrebbe anche rassicurato Marrazzo che, da parte dei media della Mondadori nulla sarebbe stato reso pubblico.
E sulla vicenda interviene anche lo stesso Signorini, smentendo però di essere stato lui ad avvertire il premier del filmato. "Il video che sarebbe stato usato, secondo gli inquirenti, per ricattare il presidente della regione Lazio è stato offerto al settimanale ‘Chi’ dall’agenzia Masi alla modica cifra di duecentomila euro trattabili”, ha raccontato il direttore della rivista in una intervista telefonica su Sky Tg24.
"Ho deciso autonomamente di non pubblicarlo, come avevo fatto a suo tempo - sottolinea il giornalista - con le foto dell’auto di Silvio Sircana vicino a un transessuale. Poi ho avvertito i vertici della mia azienda, il presidente Marina Berlusconi e l’Ad Maurizio Costa. Secondo me quello che una persona fa dentro le pareti di casa o comunque in una abitazione privata, fuori dall’esercizio delle sue funzioni pubbliche sono affaracci suoi. E’ la stessa linea per la quale mi sono scagliato contro Feltri per lo scoop su Boffo”.
Signorini dice di non aver “mai, assolutamente” parlato del video con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ma non esclude che il premier sia stato informato e che ne abbia parlato a sua volta con Marrazzo: “Se poi i vertici dell’azienda nella persona di sua figlia o di Costa abbiano parlato con Berlusconi dell’esistenza di questo video io non posso saperlo. Credo proprio sia vero che Berlusconi ha chiamato Marrazzo però non sono stato io a dare la notizia a Berlusconi”.
BERSANI
"Non ho ancora visto autosospeso Berlusconi, comunque aspettiamo....". Pier Luigi Bersani risponde con una battuta ai giornalisti che gli chiedono come risponda alle polemiche del centrodestra sull'autosospensione del presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo. Di fronte all'insistenza dei cronisti, il neo segretario del Pd sbotta: "Comunque oggi non parliamo delle vite private, parliamo della vita privata degli italiani" che vivono la crisi.
Per quanto riguarda le candidature in vista delle elezioni regionali il capitolo resta apertissimo e, in attesa delle dimissioni di Marrazzo, il centrosinistra si agita alla ricerca di un candidato credibile, autorevole e ‘senza macchia’. E nel Pd di nuovo conio, quello di Pierluigi Bersani, nato ieri dopo la sua vittoria alle primaria, si accarezza l’idea di un candidato ‘non politico’, l’ennesimo per la Regione Lazio dopo Marrazzo e Badaloni, entrambi giornalisti di provenienza Rai.
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