Regionali, Pdl vicino all'accordo
Segnali di disgelo con l'Udc
Casini: "Incontriamo tutti perché la gente è stanca di litigi". Intanto da Feltri arriva una stoccata a Fini, accusato di mettere i bastoni tra le ruote a Berlusconi

Roma, 5 novembre 2009 - "Il Pdl è pronto per varare le candidature alle presidenze delle Regioni, ma ritiene opportuno verificare fino in fondo la possibilità di allargare l’alleanza all’Udc al fine di costruire un’ampia alleanza moderata alternativa alla sinistra". Italo Bocchino fotografa così la situazione alla vigilia dell’ufficio di presidenza del partito, oggi pomeriggio, dedicato a sciogliere gli ultimi nodi e preparare il campo alla ‘quadra' definitiva sul dossier candidature.
Pier Ferdinando Casini fa sapere, in vista del faccia a faccia che dovrebbe avere venerdì con Silvio Berlusconi, che l’Udc "incontra tutti, perchè la gente è stanca solo dei litigi". I segnali sembrano preludere a un timido disgelo: "Abbiamo rinunciato al potere - aggiunge il leader Udc - ed è una scelta che confermiamo. Pensiamo di andare da soli nella maggior parte delle Regioni. Poi ci saranno delle eccezioni, con candidati condivisi e al di sopra di ogni sospetto, che avranno programmi chiari. Domani parlerò col presidente del Consiglio del governo del paese. Le beghe tra lui, Fini e Bossi sono beghe interne, che non ci interessano".
Nel quadro della giornata c’è da registrare, sempre a proposito di dibattito all’interno della maggioranza, la nuova stoccata del ‘Giornale' al presidente della Camera: "Caro Fini, adesso parla chiaro", è infatti il titolo dell’editoriale in cui Vittorio Feltri osserva che "il presidente della Camera non perde l’occasione per distinguersi da Berlusconi e mettergli i bastoni tra le ruote. È giunta l’ora che esca dall’ambiguità".
Il suggerimento rivolto a Berlusconi è "un ‘predellino 2’ per liberare il partito dalla zavorra e poi elezioni anticipate» mentre il comportamento di Fini è «incomprensibile», considerate anche le posizioni della fondazione Farefuturo, «spesso così critiche da assomigliare più a quelle dell’opposizione che a quelle della coalizione di governo». E anche se Fini, ogni tanto, sembra prendere le distanze, «questa - decreta Feltri- non è una linea politica, ma un casino politico".
fonte agi
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