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Cosentino, addio alla Campania
Ghedini: "Accuse inconsistenti"

Il ministro La Russa: "E' sotto inchiesta giudiziaria,  dovrà fare un passo indietro alle regionali per motivi di opportunità". Il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone: "Vergognoso pestaggio mediatico"

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Nicola Cosentino, sottosegretario all'Economia (foto Ap/Lapresse, Marco Merlini)
Nicola Cosentino, sottosegretario all'Economia (foto Ap/Lapresse, Marco Merlini)

Napoli, 10 novembre 2009 - Il sottosegretario Nicola Cosentino, in un breve colloquio con la Stampa, dice di attendere la documentazione del gip di Napoli, che nei suoi confronti ha emesso una una richiesta di misura cautelare. "A questo punto, voglio leggere le carte. Voglio capire da cosa mi devo difendere". Per il momento però resta al suo posto. "E’ complicata la storia - dice - perché la mia candidatura nasce dal territorio. Certo, bisognerà riflettere. Voglio prima capire le accuse che mi vengono contestate".

 

Cosentino, che da quattro anni vive a Caserta, spiega che ha lasciato la natia Casal di Principe "per evitare problemi". E', dice, una "terra infame, anche i miei fratelli se ne stanno andando, stanno delocalizzando le loro aziende". Alle dichiarazioni dei pentiti che lo coinvolgono, circolate già un anno fa, si sono aggiunte di recente quelle dell’imprenditore Gaetano Vassallo. Cosentino le sminuisce: "Sono tutte fesserie, storie risalenti agli Anni 90 che non stanno in piedi".

 

In sua difesa è intervenuto oggi Niccolò Ghedini. "Nicola Cosentino ha sempre svolto con passione e onestà l’attività politica", ha assicurato il deputato del Pdl in una nota. "Le accuse mosse - aggiunge - appaiono tanto più incredibili e inconsistenti solo a osservare che da moltissimo tempo sono annunciati, a mezzo stampa, indagini e provvedimenti nei suoi confronti, al solo evidente fine di screditarlo e impedire una fisiologica e ottima candidatura alla guida della regione Campania".

 

Per Ghedini, la richiesta di misura cautelare nei suoi confronti "appare, poi, davvero incredibile poiché non è dato comprendere come possano sussistere nei suoi confronti le esigenze previste dal cpp, visti anche i numerosissimi e reiterati annunci in tal senso che si prospettano da mesi". "Sicuramente", ha concluso, "sarà dimostrata l’estraneità e l’inconsistenza delle accuse mosse all’onorevole Cosentino ma, ancora una volta, le oggettive interferenze tra indagini e politica si appalesano in modo conclamato".

 

Il ministro La Russa, intervistato dal Corriere della Sera, osserva però che la richiesta di autorizzazione a una misura cautelare nei confronti del sottosegretario all'Economia comporta che l’esponente del Pdl campano faccia un passo indietro nella corsa alle elezioni regionali.

 

Secondo La Russa la richiesta di autorizzazione non guasta il clima del vertice tra Berlusconi e Fini previsto questa mattina: "Tutto questo era annunciato e, da avvocato e da collega, aggiungo che una richiesta non implica alcuna responsaibilità. Tuttavia, ahimè per lui, tutto questo comporterà un passo indietro alle regionali per motivi di opportunità. Ed è meglio che la richiesta sia arrivata ora così lui può conicentrarsi sulla sua difesa".

 

Sulla stessa linea il presidente della Camera Gianfranco Fini. La candidatura di Nicola Cosentino alla guida della regione Campania- rileva - "credo che non sia più nel novero delle cose possibili". Fini ha reso noto inoltre che la richiesta di custodia cautelare è giunta alla Camera su mandato della magistratura di Napoli. "Voglio ribadire - ha dichiarato Fini-che nei confronti di Cosentino vale la presunzione di innocenza come avviene per qualunque altro cittadino. I magistrati si sono assunti la responsabilità di fare questo provvedimento e ora sarà la giunta per le Autorizzazioni a decidere. Rimane comunque indispensabile garantire alla magistratura il diritto-dovere di indagare e di garantire all’indagato di veder chiarita la verità nel corso del processo".

 

Daniele Capezzone, portavoce del Pdl, afferma invece che "la vicenda riguardante Nicola Cosentino andrà ricordata a lungo, perché segna un ulteriore passo nell’imbarbarimento della vita civile e politica del Paese. Per mesi, un cittadino, prim'ancora che un esponente politico, è stato oggetto di un vergognoso pestaggio mediatico, nella stragrande maggioranza dei casi senza alcuna possibilità di replica o di difesa".

 

E prosegue: "Possibile che nessuno, a sinistra, sembri porsi il problema? Il 'metodo' applicato contro Cosentino può essere replicato contro chiunque. Si dimentica la presunzione di innocenza, e si comincia a colpire l'immagine, l'onore e la reputazione di una persona. E' così che si vuole continuare a condurre la lotta politica? E' doloroso vedere che anche stavolta i garantisti di sinistra, se ancora esistono, sono rimasti muti e ammanettati".










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