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Cosentino, il gip: "Sostegno elettorale dal clan dei casalesi"

Trasmessa alla Camera, per l'autorizzazione all'esecuzione, l'odinanza di custodia cautelare del gip di Napoli a carico del sottosegretario all'Economia. Il gip: "Contribuiva, sin dagli anni ‘90 a rafforzare vertici e attività del gruppo camorrista facente capo alle famiglie di Bidognetti e Schiavone"

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Napoli, 10 novembre 2009 - Si compone di 351 pagine l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Napoli Raffaele Piccirillo nei confronti del sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino accusato di concorso esterno in associazione a delinquere di stampo mafioso e per il quale il tribunale di Napoli chiede alla Camera l’autorizzazione procedere.

In essa, il gip scrive che Cosentino «riceveva puntuale sostegno elettorale in occasione delle elezioni cui partecipava, quale candidato consigliere provinciale a Caserta nel 1990, consigliere regionale in Campania nel 1995, deputato per la lista di forza Italia nel 2006». L’esponente del Pdl avrebbe «garantito il permanere dei rapporti tra imprenditoria mafiosa e amministrazioni pubbliche» e «contribuiva sin dagli anni ‘90 a rafforzare vertici e attività del gruppo camorrista facente capo alle famiglie Bidognetti e Schiavone».

 Da lui sarebbero arrivate anche «indebite pressioni» alle autorità competenti per «incidere, come nel caso della Eco4 (società che operava nel settore rifiuti facente capo anche all’imprenditore pentito Gaetano Vassallo, ndr) nelle procedure dirette al rilascio di certificazione antimafia». L’Eco4, in particolare, era uno dei «monopoli d’impresa» creati e «cogestiti» da Cosentino che consentivano «lo stabile reimpiego dei proventi illeciti, sfruttando le attività di impresa per scopi elettorali».

La condotta «delittuosa» di Cosentino, scrive il gip, è avvenuta «sin dall’inizio degli anni ‘90 e perdurante». Inoltre, spiega Piccirillo, «il soggetto in questione ha dimostrato, con il suo concorso morale nella coercizione elettorale, di voler condividere in qualche misura e di voler orientare a suo vantaggio la logica intimidatoria propria del sodalizio».  

 

LE REAZIONI POLITICHE

GASPARRI - «Esprimo solidarietà personale, umana e politica all’on. Nicola Cosentino. Sono in particolare allibito dal fatto che dei pentiti, scattati ad orologeria, riferiscono fatti in buona parte risalenti a tredici anni fa e che solo ora si trasformano in motivazione di un’iniziativa giudiziaria.
Questa tempistica solleva molti dubbi e rafforza in me sentimenti di solidarietà nei confronti del coordinatore regionale del Pdl della Campania».

CICCHITTO - «Esprimiamo a Nicola Cosentino la nostra piena solidarietà. Tutto quello che sta avvenendo è molto inquietante. Si è ripetuto il meccanismo della ‘sentenza anticipatà». Lo dice Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl, che aggiunge: «Per mesi c’è stata una devastante campagna di stampa, poi sono entrati in campo i pentiti, quindi addirittura la richiesta di arresto. È evidente che siamo davanti all’ennesimo tentativo di modificare il corso normale delle vicende politiche».

BONDI - «Ancora una volta l’azione di alcuni magistrati avviene immediatamente a ridosso di appuntamenti elettorali. La sincronia fra provvedimenti giudiziari e importanti decisioni politiche suscita legittime preoccupazioni». Lo dice Sandro Bondi coordinatore nazionale del Pdl, che aggiunge: «Sono certo, comunque, che il corso della giustizia dimostrerà l’assoluta estraneità di Nicola Cosentino nei confronti delle accuse che gli sono rivolte. Nel frattempo, la sua innocenza deve essere riconosciuta e la solidarietà dell’intero nostro partito non può che essere piena e convinta».

BERSANI - «Sono valutazioni che Cosentino dovrà fare. C’è una questione colossale di opportunità, pur in assenza di giudizio e quindi chiedo che il governo e Cosentino valutino. Ci sono procedure parlamentari in corso a cui ci affidiamo, ma la questione mi pare piuttosto seria».

BELISARIO - «Ma quale meccanismo ad orologeria! Oltre un anno fa avevamo consigliato a Cosentino di dimettersi. Ci dispiace non lo abbia fatto allora, forse oggi avrebbe già chiarito la sua posizione». Lo sottolinea il Presidente del Gruppo Italia dei Valori al Senato, Felice Belisario, ricordando che «già nell’ottobre dell’anno scorso, quando ben cinque pentiti, in tempi e modalità diverse chiamarono in causa il sottosegretario all’Economia per presunta connivenza col clan dei casalesi, aveva chiesto le sue dimissioni. L’IdV non vuole accanirsi contro gli esponenti del Governo Berlusconi, bensì garantire a tutti gli indagati il diritto di provare la propria estraneità a gravi fatti delittuosi e al contempo garantire ai cittadini che non ci siano ombre su chi governa il Paese. Per questo - conclude Belisario - rinnoviamo a Cosentino il consiglio di rassegnare le dimissioni fino a quando non verrà fatta la dovuta chiarezza su questa vicenda».

fonte agi










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