Anm: "Con processo breve
a vuoto molti processi"
Faccia tra l'Associazione nazionale magistrati e la Consulta Giustizia del Pdl. "Con il ddl a rischio molti procedimenti", dicono i giudici

Roma, 11 novembre 2009 - Con il Disegno di Legge sul processo breve "si rischia di buttare a mare un enorme numero di procedimenti". È questa la "forte preoccupazione" espressa dall'Associazione nazionale magistrati, al termine di un incontro con la Consulta Giustizia del Pdl.
Nelle oltre due ore di faccia a faccia tra i deputati Niccolò Ghedini, Enrico Costa e Alfonso Papa da una parte e il presidente del sindacato delle toghe Luca Palamara, il segretario Giuseppe Cascini e il leader di Magistratura indipendente Stefano Schirò, si è parlato a 360 gradi (riferiscono entrambe le parti) sulle difficoltà del sistema giudiziario italiano.
Argomento clou, però, il nuovo ddl per il processo breve. “Abbiamo espresso numerose preoccupazioni - ha detto Palamara - perché se l’ipotesi di un processo più corto ci vede in astratto d’accordo, in concreto ci vede preoccupati. Se questo ddl venisse approvato, salterebbe un numero enorme di processi e già sono decine di migliaia quelli che finiscono per prescrizione”.
A rincarare la dose anche Cascini: “Non c’è nessuna differenza tra una prescrizione breve e un processo breve, perché oggi i processi penali durano molto più di sei anni, visto che i sistemi processuali sono confusi, farraginosi e appastellati”. Ecco quindi che con Schirò i magistrati hanno chiesto “riforme strutturali” che si accompagnino all’ipotesi di dare tempi certi per legge al processo. Certo è che gli esponenti della magistratura hanno riconosciuto che un testo scritto ancora non c’è e che quindi ogni valutazione nel merito dovrà essere rimandata a dopo la presentazione del ddl.
Insomma, bocce ferme, almeno secondo Enrico Costa, “fino a domani” quando il capogruppo del Pdl al Senato dovrebbe portare in Aula il deposito del testo. Per intanto, i deputati hanno sottolineato il fatto che “questa sera si è svolto un dialogo schietto e franco” che “verrà ripetuto presto”, perché “è necessario confrontarsi e - ha aggiunto Papa - il Pdl è un partito aperto a ogni punto di confronto”.
Per quanto riguarda i punti di contatto fra toghe e partito di maggioranza, i magistrati hanno sottolineato la necessità di ridurre il numero di riti civili, un ‘pallino’ anche del ministro della Giustizia Angelino Alfano, che ha già promesso riforme in questo senso.
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