Fini agli immigrati: "Stronzo
chi vi fa sentire diversi"
E con la Lega è scontro
Botta e risposta con parolaccia ripetuta tra il presidente della Camera, in visita a un centro interculturale, e il ministro della Semplificazione ("Stronzo anche chi li illude") sul tema dell'integrazione. Ferrero (Prc): "Parla della maggioranza"
Roma, 21 novembre 2009 - Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, visita il centro interculturale ‘Semina’ di Roma, che ospita ragazzi italiani ed extracomunitari e subito chiede se “qualche volta c’è qualche stronzo che usa parole di troppo”. I ragazzi sobbalzano al sentire l’epiteto in bocca al presidente della Camera, ma Fini sorride e spiega: “Se qualcuno dice che siete diversi la parolaccia se la merita. Voi la pensate e io la dico”.
Interrogato dai cronisti al termine della visita sulla durezza della terminologia usata, Fini rincara: “Questi ragazzi sono già italiani e non hanno nulla di diverso da tutti i loro coetanei: hanno gli stessi sogni e gli stessi problemi”.
"Convincerò quelli di destra delle mie ragioni", continua Fini visitando l’associazione ‘Nessun luogo è lontano', nei locali del centro ‘Semina'. Il presidente della Camera premette di essere venuto ad «ascoltare, perchè di parole ne ho già dette tante, forse addirittura troppe» ma nel corso dell’incontro di parole ne dirà. Ribadendo quelle che da tempo sono ormai le sue convinzioni in materia di integrazione degli stranieri.
«Voi - dice rivolgendosi ai ragazzi di quella che definisce la ‘generazione Balotelli', tutti giovani e giovanissimi tra gli otto e i diciannove anni - siete molto più italiani del nipote di un italiano che è nato e cresciuto in un altro paese e che magari non sa nemmeno una parola della nostra lingua. Voi siete nati qui o siete arrivati molto piccoli e non c’è nessuna ragione per cui non dobbiate sentirvi pienamente cittadini».
LA REPLICA DI CALDEROLI
Non si è fatta attendere la replica della Lega allo 'stronzo' usato da Fini. Calderoli ha subito rintuzzato le parole del presidente della Camera: "Fini ha perfettamente ragione a dire che e’ stronzo chi dice che lo straniero e’ diverso. Ma e’ altrettanto stronzo chi illude gli immigrati’’.
"E’ infatti una stronzata, per usare il linguaggio di Fini - spiega Calderoli all'Ansa -, illudere gli extracomunitari che il nostro è il Paese di ‘Bengodi’ e che c’e’ lavoro per tutti, visto che il lavoro manca in primo luogo ai nostri cittadini. Fare questo e’ pura demagogia e allora si spalancano le porte a migliaia di persone destinate a finire nella rete delle illegalita’, della criminalita’ o dello sfruttamento".
‘’E non e’ dando il voto - aggiunge - che si risolvono i problemi dell’ integrazione’’. ‘’Uguali si’ - conclude Calderoli - lo sono tutti gli uomini quando nascono, ma l’ integrazione e l’ accoglienza prevedono non delle belle frasi ma degli atti concreti e molta intelligenza nel sapere costruire. E, per finire, l’uguaglianza d’origine prevede che ci sia anche un cammino di civilta’ condivisa, senza la quale si crea solo lo scontro tra popoli e tra culture".
FERRERO: PARLA DELLA MAGGIORANZA
"Sono molto d’accordo con Fini che considera uno stronzo chi discrimina i migranti. Sta evidentemente parlando della sua maggioranza. Dovrebbe però ricordarsi che la legge Bossi Fini è all’origine delle discriminazioni perchè ha reso pressochè impossibile l’ingresso legale degli immigrati in Italia costringendo centinaia di migliaia di persone alla clandestinità e aprendo la strada alla visione dell’immigrato come pericolo", afferma Paolo Ferrero, segretario di Prc.
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