Fini: "Il processo breve
non è riforma della giustizia"
Indagine del Csm: a rischio fino al 40% dei procedimenti penali. Sulle riforme il presidente della Camera auspica: "Ripartiamo dalla bozza Violante, potrebbe essere votata all'unanimità". E incassa l'ok del segretario Pd: "Parole sagge"
Roma, 24 novembre 2009 - Basta parlare della riforma della giustizia. A dirlo è Gianfranco Fini, durante la presentazione del suo libro a Milano. Al momento non è di questo che si sta discutendo ma di "un intervento - ha detto Fini - che io credo sia giusto per garantire tempi certi ai processi. Evitiamo ogni volta che c’è un intervento, di dire che c’è uno scontro sulla giustizia. Evitiamo di fare confusione". "La riforma della giustizia - ha ribadito - è la riforma della Costituzione nella parte che riguarda il sistema giudiziario".
"Bisogna affrontare il tema delle riforme e mi chiedo: è sbagliato dire se sono condivise meglio?", dice ancora il presidente della Camera. "La bozza Violante - ha spiegato Fini ricordando la proposta avanzata la scorsa legislatura per la riforma del Parlamento - potrebbe essere votata all’unanimità alla Camera e al Senato e in poche settimane diventare legge dello stato".
Il presidente della Camera è ritornato poi a parlare dei temi relativi all’etica pubblica, sostenendo che per una questione di opportunità non si devono candidare politici indagati. "E’ necessario - ha spiegato Fini - evitare da parte del ceto politico di alimentare certi luoghi comuni. E’ necessario evitare che ritornino copertine come quelle del Der Spiegel con gli spaghetti e la pistola. Quando decidiamo le candidature evitiamo di candidare chi è indagato, anche se dobbiamo considerarlo certamente innocente fino a prova contraria. E’ un problema di opportunità e di etica pubblica’’.
Fini ha detto comunque che "non è uno scandalo" parlare di immunità parlamentare anche perché "i parlamentari europei hanno prerogative diverse da quelli nazionali, questa cosa può essere oggetto di discussione".
BERSANI - "Il governo ritiri queste norme che sono un pugno nell’occhio alla giustizia, sono norme fatte solo per evitare processi ai colletti bianchi". Pier Luigi Bersani, segretario del Pd, durante una conferenza stampa al termine della direzione, aveva risposto così ai cronisti che gli avevano chiesto una risposta al ministro Bondi per cui la giustizia è un problema di tutti i cittadini. "Hai voglia se è un problema dei cittadini. È proprio un problema loro se un processo civile dura troppo e infatti noi abbiamo presentato già diverse proposte di legge per limitare questi tempi. Il problema è che ora non si discute di questo ma di come evitare un processo al premier, che è un’altra cosa". Il Pd - dice in sostanza Bersani - è disposto a discutere sulla riforma della giustizia, ma questo è possibile se il Pdl ritirerà dal tavolo il disegno di legge sul processo breve.
Poi, dopo aver sentito le parole di Fini, il segretario del Pd ha colto la palla al balzo: "Sulla bozza Violante, il presidente Fini ha detto parole sagge. Confermo che, a partire da quel testo, noi siamo pronti a discutere di riforme costituzionali, iniziando dal superamento del bicameralismo perfetto, dalla riduzione del numero dei parlamentari e dal rafforzamento dei poteri di governo e parlamento". "Posso aggiungere - spiega Bersani - che una simile iniziativa sarebbe coerente con il percorso delle normative sul federalismo fiscale, alle quali abbiamo contribuito, e a un possibile confronto sul codice delle autonomie. Sarebbe curioso infatti occuparsi giustamente dei consigli di quartiere dimenticandosi delle esigenze di ammodernamento di Parlamento e governo".
CASINI - "Noi siamo in presenza, con il processo breve, di una procedura valida in linea teorica ma che porterebbe allo sfascio della giustizia con la distruzione di centinaia di processi in corso, nella pratica". Parla, in tema di giustizia, Pier Ferdinando Casini, nel corso della presentazione del nuovo libro di Bruno vespa. "In queste condizioni, il processo breve sarebbe nient’altro che un’amnistia mascherata per centinaia di processi".
IL CSM - Secondo l’indagine conoscitiva avviata oggi dal Csm, l’impatto che la nuova legge sul processo breve avrà sul sistema giudiziario sarà molto forte: stando ai dati portati a Palazzo dei Marescialli dai capi degli uffici di Torino, Milano, Venezia, Bologna, Roma, Napoli, Bari, Reggio Calabria e Palermo, infatti, la forchetta dei procedimenti penali investiti dalla nuova legge andrà dal 10 al 40 per cento del totale, mentre quella dei procedimenti civili sarà dal 20 al 47 per cento.
I consiglieri, in conferenza stampa, hanno comunque precisato che si tratta di dati ancora parziali e che necessitano di rielaborazioni ma che comunque sarà molto difficile che vengano rivisti al ribasso.
Sempre secondo quanto sostenuto nella conferenza stampa, sono diversi i processi che pendono a Milano e che sono destinati ad estinguersi per effetto del ddl sul processo breve. Si tratta dei processi Telecom, Santa Rita, Mills, Mediaset, Bnl, Antonveneta e Parmalat 2. Quest’ultimo processo in particolare con l’entrata in vigore del provvedimento sarebbe già estinto.
Anche nel civile il Csm, sulla base di quanto è stato indicato nelle audizioni dai capi degli uffici giudiziari, ipotizza una forbice dei processi toccati dalla riforma, che va dal 20% per gli uffici più virtuosi al 47% per quelli in situazione peggiore.
- 24/11/2009 20:27
ivan
un paio di colleghi penalisti mi ha già fatto l'elenco di processi da loro conosciuti che salterebbero per questa nuova legge salva-berlusconi... spero che le parti offese di quei processi siano tutti adoratori del falso cancellatore dell'ici... direi che se lo meritano. - 24/11/2009 20:42
sinistridim
Fini: "Il processo breve non è riforma della giustizia". Ci sono tantissime cose che non sono quello che sembrano. E tu Fini, di questo, sei l'emblema - 24/11/2009 20:44
A.T.
Mi chiedo quanto tempo ci metteranno i mononeuronici a dire che Fini è un Komunista? su forza invertebrati... - 24/11/2009 23:03
sinistridim
Mi chiedo quanto tempo ci metteranno i mononeuronici a dire che Fini è un Komunista? su forza invertebrati.................gran bel discorso AT......se lo mandi alla nasa ti mettono a dirigere le loro ricerche. Un talento come il tuo non va sprecato. In ogni caso e' meglio avere un solo neurone che funzioni, piuttosto che due scassati - 25/11/2009 00:59
Atenthem
ma perchè e mi rivolgo a tutti i politici,giornalisti seri,ai magistrati,e agli avvocati, non siete più chiari a far capire a tutti gli italiani che miseria vuol dire processi brevi o processi lunghi.Secondo me se un processo è breve sarà meglio o no,indipendentemente se riguarda un cittadino qualsiasi o berlusconi,se continuiamo a scaricare qualsiasi cosa su berlusconi saremo sempre fermi al palo.che ce ne frega se berlusconi ha dei problemi con la giustizia,l'importante è che si vada avanti e abolire tutte le vecchie leggi che non servono più a nessuno. - 25/11/2009 10:27
beau geste
consentire ai cittadini di avere cause che non durino anni (decenni), arrivare a sentenze in tempi umani, scoraggiare i fannulloni nella magistratura obbligandoli a darsi da fare nel concludere i procedimenti giudiziari, se non sono argomenti di riforma che sono? di fini si sta dicendo anche troppo! mentre sottolineerei il tentativo dei sinistri, neanche tanto nascosto, attraverso parole d'ordine tipo "salvapremier", di difendere, come hanno già fatto per la scuola o per la pubblica amministrazione, delle posizioni di comodo poichè, se perdono come perderanno, il controllo politico sulla magistratura, saranno costretti a fare politica sul serio e lì li aspettiamo. - 25/11/2009 20:24
A.T.
XSinistridimer.: già la tua nick la dice lunga sul tuo quoziente intellettivo, il che mi fa pensare che ovviamente non è il caso di perdere tempo con lei, anche perché dubito che la redazione la passerebbe...auguri. - Sono presenti 7 commenti
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