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Berlusconi resta in ospedale
''Perché mi odiano tanto?''
Scrivi anche tu al premier

Il colpo inferto dall'aggressore scagliando una statuetta del Duomo ha provocato una ferita al labbro e la frattura di due denti incisivi: 20 giorni di prognosi. Annullati gli impegni di tutta la settimana, salta anche Copenaghen. Fini, Schifani e Bersani hanno fatto visita al premier. Lettera di scuse di Tartaglia a Berlusconi per un "atto vigliacco ed inconsulto"

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MILANO, 14 dicembre 2009 - Il giorno dopo l'attentato in piazza Duomo al premier Silvio Berlusconi il clima politico è ancora in fibrillazione. Intanto il premier ha passato una notte abbastanza tranquilla. "Sono miracolato", ha detto all'amico e direttore del Tg4 Emilio Fede, tra i tanti che sono andati a trovarlo al settimo piano dell’Ospedale San Raffaele di Milano.

 

UN'ALTRA NOTTE DI OSPEDALE, ANNULLATA ANCHE COPENAGHEN

Con ogni probabilità il premier resterà in osservazione all’ospedale anche stasera. Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti, ospite di Mattino 5. Il premier "ha avuto un forte ma di testa per tutta la notte", ha aggiunto Bonaiuti.

E sono stati annullati tutti gli impegni della settimana di Berlusconi. Il premier non sarà dunque a Copenaghen per il vertice sul clima, dove si sarebbe dovuto recare giovedì 17 e venerdì 18. Annullato anche il vertice italo-turco in calendario mercoledì 16. Sempre mercoledì si dovrebbe tenere l’ufficio di presidenza del Pdl per sciogliere il nodo delle candidature alle Regionali: il premier sicuramente non sarà presente fisicamente, nelle prossime ore si deciderà se tenere comunque la riunione.


Resta per ora confermato
, invece, il programma della prossima settimana, che vede il premier impegnato nella tradizionale conferenza stampa di fine anno fissata per mercoledì 23, e a L’Aquila per la notte di Natale. Ma cambiamenti di programma non sono esclusi.
 

 LE CONDIZIONI MEDICHE

Le condizioni del premier, colpito al volto da una statuetta scagliata da Massimo Tartaglia, appaiono più serie di quanto sembrasse subito dopo l’aggressione, tanto che le dimissioni dall’ospedale San Raffaele, previste per oggi, sono state posticipate di «almeno 24 - 26 ore». Ad annunciarlo è stato il medico personale del premier, nonchè primario di rianimazione e terapia intensiva dell’ ospedale, Alberto Zangrillo. «I parametri vitali del Presidente del Consiglio - si legge in un bollettino medico - si sono mantenuti stabilmente nella norma, la Tac ha evidenziato la frattura del setto nasale e di due denti nell’arcata superiore. Ora sono in atto terapie antibiotiche e analgesiche». «È tranquillo ma amareggiato - ha aggiunto il medico - ha perso mezzo litro di sangue». In ogni caso è stato «scongiurato l’intervento chirurgico», anche se Berlusconi «si nutre a fatica».

LE VISITE

Più che dalle conseguenze fisiche Berlusconi appare provato dal «clima di odio politico». «Voglio bene a tutti, perché mi odiano?», ha domandato a Don Verzè che è andato a visitarlo. Tra quanti si sono recati in ospedale, il Presidente del Senato Renato Schifani («Al di là del dolore fisico, quello che lo fa soffrire è l’odio politico che si è trasformato in aggressione») e quello della Camera Gianfranco Fini.

E ancora, il ministro della difesa Ignazio La Russa («Mi è sembrato reattivo - ha detto - e contento del fatto che Fini fosse andato a fargli visita. Il loro è stato un incontro umano, non hanno parlato di politica»); ma anche esponenti dell’opposizione come Pierluigi Bersani: «L’ho trovato bene - ha detto - è di buon umore. È importante ristabilire la civiltà politica della buona educazione».

 A far visita a Berlusconi questa mattina il sindaco di Milano Letizia Moratti, il viceministro Fazio e il ministro Brambilla.

Berlusconi ''e' provato'', racconta il ministro dell'Interno Roberto Maroni. E' anche ''sereno'', ''non e' spaventato ma e' preoccupato'', riferisce ancora Fede. E nasconde l'amarezza. Il suo era stato quasi un presentimento: qualcosa sarebbe successo per colpa del clima d'odio e di aggressione nei suoi confronti che c'e' nel Paese, si era sfogato con Paolo Bonaiuti che lo accompagnava in auto dalla Villa di Arcore a Piazza Duomo. E poi in ospedale, dopo la tac, gli ha chiesto di ripeterlo a tutti: ministri, amici, medici. ''Avevo cercato di rasserenarlo, ma devo dire che aveva ragione lui'', prende atto Bonaiuti.

 

LA PREMONIZIONE

Silvio Berlusconi aveva avuto ieri una sorta di premonizione di quanto sarebbe accaduto in piazza Duomo a Milano. A rivelarlo è stato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti, che era andato a prendere il premier ad Arcore per raggiungere insieme il capoluogo lombardo.


"Paolo, non lo senti che clima di tensione, che clima di violenza, che spirale di odio c’è intorno. Ma non pensi che possa succedere qualcosa?, mi aveva detto", ha riferito Bonaiuti durante la trasmissione Mattino Cinque. "Io sono rimasto colpito dalle sue parole - ha spiegato  poi, più avanti, quando eravamo in tangenziale vicino all’uscita verso il centro, mi ha detto: ‘Sai che veramente questo clima di odio e di tensione mi lascia preoccupato'".  

TELEFONATE DI  NAPOLITANO E SARKOZY

 Nella tarda serata di ieri il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha telefonato al premier Silvio Berlusconi, mentre in ospedale era sottoposto ai primi test clinici sui postumi dell’aggressione subita. Il capo dello stato gli ha espresso la sua solidarietà e la preoccupazione per la spirale di violenza che si sta affacciando nel paese.

 Lunga e cordiale telefonata tra Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy. Il presidente francese, secondo quanto si apprende, ha chiamato il premier per sincerarsi delle sue condizioni dopo l’aggressione di ieri.

 

L'AGGRESSORE IN ISOLAMENTO A SAN VITTORE

Il padre del feritore del premier Silvio Berlusconi ha telefonato ieri sera al S.Raffaele di Milano, dove il Presidente del Consiglio e’ ricoverato. Secondo fonti vicine all’ospedale, riferite nel corso di uno Speciale Tg1, si sarebbe detto ‘’costernato’’ per il gesto del figlio.

Sul fronte delle indagini, da registrare le prime dichiarazioni dell’aggressore, il 42enne Massimo Tartaglia, da dieci anni in cura psichiatrica: «Ho agito per motivi politici, dissento fortemente dalle politiche del Pdl». Chi l’ha interrogato parla di «una forte antipatia espressa verso il premier». L’uomo è stato sentito ieri sera dal Pm Armando Spataro e dagli investigatori della Digos che oggi hanno inviato alla Procura l’informativa sui fatti in attesa dell’udienza di convalida del fermo per lesioni aggravate premeditate. Agli inquirenti l’aggressore è apparso molto disorientato e in preda a un evidente disagio psichico. 

Tartaglia nel carcere di San Vittore è in isolamento e sorvegliato a vista al fine di evitare gesti di autolesionismo. Si tratta di disposizioni che arrivano dall’autorità giudiziaria. L’udienza di convalida dell’arresto  si terrà domani. Se Tartaglia sara’ dichiarato colpevole al termine del processo del reato che gli e’ stato contestato con l’arresto avvenuto in flagranza - lesioni personali pluriaggravate da premeditazione e dalla qualifica di pubblico ufficiale della parte offesa - rischia una pena da cinque mesi e mezzo a cinque anni e mezzo di reclusione. Questo, tuttavia, senza tener conto di attenuanti o diminuenti di cui Tartaglia potrebbe beneficiare e a prescindere da un’eventuale querela del premier dal momento che la contestazione dell’aggravante della premeditazione rende il reato perseguibile d’ufficio. Il reato di lesioni personali e’ punito dal codice penale con una pena da tre mesi e tre anni di reclusione. Bisognera’ poi tener conto degli aumenti di pena previsti dalle due aggravanti: meta’ della pena per la premeditazione, un terzo per la qualifica di pubblico ufficiale di Berlusconi.
 

STEFANIA ARIOSTO: SPERO GUARISCA PRESTO

Un auspicio 'di pronta e piena guarigione, meglio se mutuata anche da un abbraccio da parte della nostra first lady, Veronica Lario Berlusconi', e' stato rivolto, attraverso un comunicato, da Stefania Ariosto, la teste Omega dalle cui dichiarazioni e' scaturita la cosiddetta inchiesta 'toghe sporche' che ha coinvolto il premier. ''Molti cittadini, me compresa, sentono la mancanza della propria first lady'', ha aggiunto la donna sottolineando di aborrire 'il gesto del folle o di chiunque possa avere armato la sua mente o la sua mano'. ''Come cittadina italiana al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, malgrado il passato che ho attraversato - ha detto - porgo la mia solidarieta'''.










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