Delirio su Facebook:
pro, contro e siti falsi
Il Pdl: è istigazione
alla violenza, ora basta
Il ministro Maroni: "Non possiamo tollerare che su internet si continui a inneggiare alla violenza", riferendosi anche a Indymedia e Youtube. La procura di Roma apre un fascicolo. Su Facebook il giallo del gruppo 'Sosteniamo il made in Italy' che sarebbe stato trasformato in 'Sosteniamo Berlusconi contro Tartaglia': utenti infuriati
Roma, 14 dicembre 2009 - Il ministro degli Interni Roberto Maroni esprime preoccupazione per la quantità di siti web che inneggiano all’aggressore del Presidente del Consiglio. Come ha detto durante la conferenza stampa al termine del vertice per l’ordine e la sicurezza che si è tenuto questa mattina in prefettura, Maroni ha "avuto modo di vedere ieri sera la presenza di siti web che inneggiano ad atti di violenza e vorrei ricordare che l’istigazione a delinquere è un reato".
Maroni si riferiva in particolare a due siti web: Facebook e Indymedia. "Da uno screening fatto dalla Polizia Postale su Facebook sono emersi più di 300 gruppi inneggianti a Tartaglia - ha riferito il ministro - tra cui ‘Santifichiamo Massimo Tartaglia', ‘Evviva l’eroe Tartaglia'». Il ministro ha anche parlato di Youtube dicendo che i video con l’aggressione sono stati commentati da utenti che inneggiano alla violenza.
Preso di mira dal titolare del Viminale anche il sito Indymedia che secondo quanto riportato da Maroni avrebbe pubblicato un articolo in cui si leggeva "Perché siamo felici che Berlusconi abbia preso un cartone. Perchè un uomo qualunque ha dimostrato che il potere non è intoccabile". Il ministro inoltre riportando un appello fatto sempre su Indymedia che invita alla schedatura dei volti di Polizia, Carabinieri e Digos, ha parlato di questo commento come una «chiara istigazione a colpire uomini che fanno il loro dovere».
Maroni ha detto che “se sarà il caso” sarà esaminata già nel Consiglio dei ministri del 17 dicembre l’eventuale approvazione di norme più incisive contro l’apologia di reato e l’istigazione alla violenza attraverso Internet. “Come fare tecnicamente lo vedremo - ha detto il responsabile del Viminale riferendosi ai messaggi comparsi dopo l’aggressione a Berlusconi - se sarà il caso nel Consiglio dei ministri di giovedì proporrò misure che consentano di intervenire per porre fine a questo scempio”.
"Non intendo tollerare che su internet si continui a inneggiare alla violenza. Non è un problema di ordine pubblico ma è un problema di cultura. Non si possono tollerare atteggiamenti come ‘ammazzare Tizio o Caio’ senza che si possa intervenire”, ha detto il ministro.
"Ci sono gruppi organizzati - ha aggiunto Maroni - che hanno come obiettivo di compiere atti di violenza fine a sè stessa e il fenomeno va troncato con misure molto severe”. Infine Maroni ha auspicato che tutti insieme, governo e opposizioni, facciano tutto ciò che sia utile per combattere la violenza diffusa che è un grave attentato alla democrazia.
APERTO UN FASCICOLO IN PROCURA
La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per il reato di istigazione a delinquere in merito ai gruppi apparsi ieri sul social network Facebook dopo l’aggressione nei confronti del premier Silvio Berlusconi, colpito al volto da una statuetta a Milano. In particolare la procura sta indagando su due gruppi nati a sostegno dell’azione compiuta da Massimo Tartaglia. In uno dei gruppi è apparsa la frase «Uno, dieci, cento, mille Massimo Tartaglia» e nell’altro la frase «Berlusconi a morte». Il fascicolo è stato affidato al pubblico ministero Andrea De Gasperis che ha incaricato delle indagini la polizia postale che dovrà provvedere a oscurare i gruppi.
IL GIALLO DEL SUPER GRUPPO SU FACEBOOK
E’ giallo sul popolare social network Facebook sui gruppi che solidarizzano con Silvio Berlusconi, dopo l’aggressione subita ieri a Milano. In particolare in una bacheca di un gruppo, quello apparentemente con più iscritti (“Sosteniamo Silvio Berlusconi contro i fan di Massimo Tartaglia”, quasi 400.000 membri), in molti hanno denunciato che il gruppo inizialmente si occupava di aste on-line: ad esso si erano iscritti migliaia di utenti, ma da ieri sera lo stesso gruppo avrebbe cambiato nome, intitolandosi ora alla difesa di Berlusconi, mantenendo però i molti membri iniziali.
“Attenzione: gli amministratori di questo gruppo hanno modificato il nome da ‘Sosteniamo il Made in Italy’ a ‘Sosteniamo Silvio Berlusconi’...Vergogna questi sono i mezzi che utilizzate per ottenere sostegno... Altro 390 mila iscritti siete 4 gatti”, si legge in un post, mentre un altro utente denuncia: “Non mi sono mai iscritto a questo gruppo e non intendo assolutamente farne parte. State violando lo statuto di Facebook”.
“Non sapete neanche imbrogliare decentemente, nelle informazioni ci sono ancora i dati delle aste di bidplus (il sito che organizzava le aste on-line, ndr)”, e ancora: “Per favore per correttezza, scrivete che era un gruppo pro Made in Italy. E’ un gesto orrendo, fatto solo per avere da subito più di 300.000 sostenitori: se fossi berlusconiana non vorrei ottenere consensi con l’inganno”.
OPPOSTI SCHIERAMENTI
"O mia bela madunina, che te tiro de luntan...". Su Facebook sono migliaia i fan di tre gruppi principali che inneggiano con commenti di questo tipo all’aggressore del presidente del Consiglio. A fine mattina i fan di Massimo Tartaglia sono complessivamente circa 48.000.
Ma c'è davvero di tutto: si va da “Tartaglia santo subito” a “Tartaglia libero”, ma anche “Ringrazio Tartaglia”, “Tartaglia eroe della nazione”, “Solidarietà per Tartaglia” (360 membri), “Difendiamo Tartaglia”, “Stima per Massimo Tartaglia”, il classico “Tartaglia fun club” (1.200), “Grazie Massimo Tartaglia” (400), “Massimo Tartaglia for president”, “Cloniamo Massimo Tartaglia”, “Liberiamo Massimo Tartaglia (650), “Massimo Tartaglia for president yes we can”, “Italy loves you, Massimo Tartaglia”.
Qualcuno ha anche dedicato al gesto di Tartaglia una poesia in rima: “Un desiderio oggi è stato esaudito, dal duemilaquattro la gente lo chiede, un gesto nuovo, di certo ardito, cinque anni dopo il treppiede. Il Tartaglia ai piedi del Duomo d’istinto impugna la statuetta: ‘Per dimostrar che son uomo mira mia dovrai esser perfetta’. Eccolo, fervente allunga la mano, come freccia dall’arco scocca, come aquila vola lontano il puttanier colpendo in bocca. Come s’alza di getto il sangue dal volto del buffone colpito, così urla un’opposizione che langue: ‘Vergogna, è un folle, un fallito!’. Tartaglia mio, proteggerà, non temere, te c’hai seguito il giusto consiglio, la penna mia da ogni lecca-sedere, e dall’ingiurie del Fido Emilio”.
In verità gli incitamenti più violenti del popolo di Facebook sono contro l’aggressore: “Uccidiamo Massimo Tartaglia” (500 membri), “Ergastolo per Tartaglia”, “Vergogna per Massimo Tartaglia”, “Massimo Tartaglia vergognati!” (1.200), “Interniamo Massimo Tartaglia”, “Contro Massimo Tartaglia” (500), “Bruciamo Massimo Tartaglia”, “Massacriamo Massimo Tartaglia”, “Impicchiamo Massimo Tartaglia”. Il gruppo più frequentato rimane “Sosteniamo Silvio Berlusconi contro i fan di Massimo Tartaglia”, con circa 500.000 membri.
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