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Ciancimino jr: governo e Pdl vanno su tutte le furie

Alfano: "Tentativo di delegittimare il governo". Capezzone: "Una telenovela". Bondi: "Ondata di fango". Cicchitto: "Follia pura". Rotondi: "Fermare il tentativo di imbarbarire la campagna elettorale"

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Roma, 8 febbraio 2010 - Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano sottolinea che “Forza Italia non ha mai avuto contatti con la mafia” e rispondendo ai cronisti che gli hanno chiesto un’opinione sulle dichiarazioni rilasciate oggi a Palermo da Massimo Ciancimino, sottolinea che “è in corso un tentativo di delegittimare il governo”.
 

 

Alfano, arrivando a un convegno organizzato dalla Uil-penitenziari, sottolinea di parlare "da militante di Forza Italia" perché "come ministro della Giustizia non intervengo su un teste che depone in un processo". "Da militante di Forza Italia che è stato dal 1994 assessore nel suo Comune, consigliere provinciale e deputato regionale in Sicilia - spiega il ministro - affermo di conoscere molto bene la nostra storia: mai e poi mai abbiamo avuto la sensazione che questa storia di grande partecipazione democratica, che ha emozionato milioni di persone in Sicilia e altrove, possa aver avuto collegamenti con la mafia".

 

Inoltre, Alfano sottolinea che “il governo Berlusconi ha fatto con le proprie leggi esattamente il contrario di quello che prevede il famigerato Papello. La mafia non teme dibattiti e convegni, ma teme confische e carcere duro e noi abbiamo fatto la guerra alla mafia tenendo proprio come rotta quella delle confische e del rafforzamento del 41-bis, tant’è vero che il modello-Italia è diventato d’esempio per i paesi del G8. Non vorrei - dice ancora Alfano - vi fosse da più parti in atto un tentativo di delegittimazione di un governo che contro la mafia ha fatto la guerra più dura dai tempi di Falcone e Borsellino. Non sempre la mafia sceglie la via dell’assassino fisico, a volte sceglie quella della delegittimazione”.

 

CAPEZZONE - “Più procede la telenovela del signor Massimo Ciancimino e delle sue pseudorivelazioni, e più tanti cittadini avranno nostalgia del grande Giovanni Falcone, magistrato efficace e saggio, nemico spietato della mafia, ma soprattutto capace di distinguere i veri pentiti dai falsi pentiti, o le vere dichiarazioni dalle false dichiarazioni”. Lo dichiara in una nota Daniele Capezzone, portavoce del Pdl. “Meriterà di essere ricordata - aggiunge - la circostanza in cui Falcone fece arrestare il falso pentito Pellegriti, che cercava di raccontargli bugie”.

 

GHEDINI DURISSIMO - "Le dichiarazioni di Massimo Ciancimino non sono soltanto destituite di ognifondamento, ma sono anche totalmente inverosimili e prive di ogni dignita' logica". Lo dice il deputato del Pdl, Niccolo' Ghedini, legale del premier. "Spiace- prosegue Ghedini- che qualcuno possa dare anche un minimo credito a prospettazioni che la storia di Forza Italia e del presidente Berlusconi hanno dimostrato concretamente e con atti di governo essere completamente inesistenti. Sembra che si voglia delegittimare proprio il governo Berlusconi che sta conducendo la piu' severa e forte offensiva del dopo guerra contro la mafia". Ecco perché, aggiunge, "Ciancimino dovrà rispondere di fronte all'autorità giudiziaria anche di tali diffamatorie dichiarazioni".

 

BONDI - "Immancabilmente alla vigilia di ogni elezione assistiamo ad una nuova ondata di fango, calunnie e teoremi tanto fantasiosi quanto falsi. Ancora una volta la giustizia è piegata a torbidi progetti politici che impediscono ad un Paese di pensare al suo futuro". Lo afferma in una nota il coordinatore nazionale del Pdl.

 

CICCHITTO - "Mancano solo i falsi pentiti che, per acquisire meriti, cercano anche di fare i politologi con risultati grotteschi. Secondo Ciancimino Forza Italia nascerebbe addirittura nel 1992 e verrebbe di fatto fondata su ispirazione di Provenzano. Siamo alla follia pura". Così il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto.

 

ROTONDI - "Va fermato questo tentativo di imbarbarire la campagna elettorale e il confronto politico”. Lo dice in una nota il ministro per l'Attuazione del Programma di governo, Gianfranco Rotondi, in merito alla deposizione di Massimo Ciancimino al processo a carico del generale Mario Mori e del colonnello Mauro Obinu, secondo cui “Forza Italia fu il frutto della trattativa Stato-mafia”.










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