Testamento biologico Sacconi: "La legge si farà entro l'estate Col voto segreto..."
Il ministro del Welfare: "Ogni volta che su questo argomento si vota segretamente c’è un consenso ampio sulla tesi della garanzia dell’alimentazione e idratazione, che non sono terapie ma bisogni fondamentali"
Treviso, 8 febbraio 2010 - "Credo proprio di sì. Ci sono i presupposti e le condizioni: io so che ogni volta che su questo argomento si vota segretamente c’è un consenso ancora più ampio. C’è qualcosa di più della maggioranza parlamentare", sottolinea il ministro del Lavoro e del Welfare, Maurizio Sacconi, a margine di un convegno organizzato dalla Provincia di Treviso, in merito alla legge sul testamento biologico che potrebbe essere pronta entro l’estate.
"Spero - dice Sacconi - ci siano voti segreti perchè ogni volta che c’è stato un voto segreto l’adesione alla tesi della garanzia dell’alimentazione e idratazione, che non sono terapie ma bisogni fondamentali della persona, si è rivelata più elevata della maggioranza parlamentare".
DELLA VEDOVA: SERVE UNA SOFT LAW
Eppure proprio dallo schieramento di maggioranza Benedetto Della Vedova (Pdl) interviene per invitare le forze politiche ‘al disarmo' nella discussione sul testamento biologico, per arrivare a una legge condivisa. "A un anno dalla morte di Eluana Englaro, penso che occorra rendere merito ai suoi genitori di avere condotto, in sua vece, una battaglia aperta, con gli strumenti e in nome del diritto, senza sotterfugi e ipocrisie - afferma Della Vedova - A loro, a cui Eluana manca certo di più che a chiunque altro, va un pensiero affettuoso e riconoscente - aggiunge - l ricordo del suo caso drammatico dovrebbe consigliare di disarmare la contesa, di non coltivare quest’idea grottesca della rivincita di un ‘partito della vita' contro un fantomatico ‘partito della morte', e di riconoscere che il fine vita di chiunque appartiene alla sfera più intima degli affetti personali e familiari - precisa Della Vedova - Su questi temi, la legge migliore sarebbe quella più condivisa, che consentisse a ciascuno di riconoscersi e di non venire giudicato per come sceglie di affrontare o di rifiutare le cure".
Le stesse divisioni "che attraversano sempre più pesantemente il mondo cattolico, contro una legge che fa dello Stato un ‘monopolista etico', consigliano - prosegue Della Vedova - di abbandonare il testo Calabrò e di andare verso una soft law, che riconsegni tutta la materia al rapporto tra medico e paziente, in base a quanto già previsto - conclude - dal codice di deontologia medica".
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