Idv, il sogno di De Magistris "Auspico un sorpasso del Pd"
L'ex pm di Catanzaro preoccupato per le Regionali: "Se non c’è una linea chiara potrebbe rivelarsi verosimile una flessione"
Roma, 8 febbraio 2010 - "Io e Di Pietro convivremo e convivremo molto bene. Abbiamo la stessa sintonia su quelli che sono l’obiettivo immediato, quello a medio termine e l’obiettivo futuro". Luigi De Magistris aggiunge anche che "ovviamente, ognuno ha il suo modo di essere, e questo non fa che arricchire enormemente questo partito".
E quindi l’eurodeputato Idv indica traguardi ambiziosi per il partito che ha appena celebrato il suo primo congresso: "Altro che Idv ghettizzata, limitata ad un consenso politico circoscritto. È chiaro che l’obiettivo numerico a breve termine è il dieci per cento, ma dovrà andare oltre, senza escludere quello del sorpasso a sinistra. Io auspico - confida - un sorpasso del Pd".
Intervistato per ‘KlausCondicio', De Magistris invita a "lavorare alla semplificazione del quadro nel centrosinistra. Penso che ci potrebbero essere due grandi schieramenti: uno è il Partito Democratico che guarda più al centro, un blocco moderato riformista, e poi un’aggregazione che abbia come baricentro l’Italia dei Valori, un partito di sinistra-centro che vada a formare una federazione di altri partiti di sinistra".
Una linea, precisa dopo l’elezione in congresso di Di Pietro a presidente del partito, che "non è solo mia ma è condivisa in modo massiccio all’interno del partito".
Intanto, l’ex pm di Catanzaro registra "una ritrosia a iscriversi nell’Idv perché si verificano casi non residuali dove c’è una forte dicotomia, da un parte della classe dirigente del partito, tra quello che si predica e quello che poi viene effettivamente realizzato".
"Molti - prosegue - mi confidano di essere molto vicini a quello che dico io e che dicono altri dirigenti dell’Idv, però poi vedono delle cose che li disincentivano ad iscriversi. A queste persone però mi sento di dire che se vogliono cambiare un Partito devono metterci la faccia".
Echi del dibattito congressuale che si proietta sulle prossimo prove elettorali: "Se non c’è una linea chiara, se non c’è una politica netta, alle Regionali potrebbe rivelarsi verosimile una flessione dell’Idv rispetto al risultato delle alle Europee, ma ovviamente non me lo auguro. In più occasioni ho parlato del 10 per cento come obiettivo elettorale per l’Italia dei Valori alle prossime politiche. Ma per raggiungere un simile risultato dobbiamo avere una linea politica coerente, ferma, determinata. Non dobbiamo avere contraddizioni su quello che diciamo e quello che poi realizziamo".
Magari, si può allargare a destra: "Io sono di sinistra ma i miei amici più stretti sono di destra. Credo - spiega - che se noi guardassimo alle battaglie storiche di una certa destra liberale, se facessimo un percorso storico all’indietro, i punti di contatto programmatici con quella destra sarebbero tanti. Sulla difesa della costituzione e su tante altre cose potremmo convenire con l’area moderata".
Stesso discorso per il Carroccio: "Alla Lega, che sulla mafia si è piegata alla linea PdL, vanno anche riconosciuti dei meriti. In questo momento rappresenta il partito con maggiore radicamento popolare, anche se dedicato ad una sola area territoriale che è quella del nord. Questo poi si deve tradurre in un’azione concreta e seria sul piano politico del contrasto al crimine, sul piano della trasparenza, della questione morale per l’interesse di tutti e non di pochi, abbandonando la deriva xenofoba e razzista. Chi vuole relegarmi nell’angolo sbaglia di grosso". E comunque, tornando ai rapporti con Di Pietro, "la contrapposizione non esiste, anzi penso sia inutile fare una contrapposizione".
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