Costituzione, appello di Fini "Dopo il voto riforme condivise"
Il presidente della Camera: "Affrontare quei punti su cui c’è una larga intesa". Poi lancia una proposta: "Fare una legge che impedisca di candidarsi per 5 anni a chi è stato condannato in via definitiva per reati contro la pubblica amministrazione". Ma sottolinea: "Anch’io sono convinto che non c'è una nuova Tangentopoli"
Pietrasanta (Lucca), 22 febbraio 2010 - "Spero che, finita la consultazione elettorale di fine marzo, che è importantissima, si parta finalmente con un disegno di riforme della Costituzione, affrontando quei punti su cui c’è una larga condivisione". Lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini partecipando a Pietrasanta (Lucca) a un incontro del Caffè della Versiliana dedicato alla presentazione del suo libro ‘Il futuro della libertà'.
Secondo Fini è possibile utilizzare parte del 2010 e gli anni 2011-2012 per realizzare le riforme istituzionali che maggioranza e opposizione possono condividere, come quelle che prevedono la nascita di un Senato federale e la riduzione del numero dei parlamentari. "Continuo ad essere ottimista, è arrivato il momento di fare le riforme", ha aggiunto Fini.
Fini lancia anche una proposta: "Se domani il Parlamento, con il voto di tutti, approvasse una leggina di una riga che dice che chi è stato condannato in via definitiva per reati contro la pubblica amministrazione, per 5 anni non si può candidare, sono sicuro che la gente direbbe: ‘Meno male'. La politica così facendo acquisterebbe un tassello di fiducia".
Fini crede comunque che "non ci sia una nuova Tangentopoli”. "Ma c’è un fenomeno di malcostume, casi di chi se ne approfitta", ha aggiunto Fini, secondo cui "non è sufficiente essere arrestati per essere automaticamente dei delinquenti", in riferimento ai casi di alcuni personaggi che in questo modo sono stati messi "alla gogna".
SULLE PAROLE DI BERLUSCONI - "No". Così, il presidente della Camera ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano se, come ha detto il premier Berlusconi, i magistrati che stanno indagando sull’Abruzzo devono vergognarsi. "’Il capo del governo - ha aggiunto Fini - è notorio che usa espressioni molto dirette perché ritiene di essere al centro di un particolare accanimento da parte di alcune Procure. Ma al netto di questa espressione, che lascia il tempo che trova, il compito della politica è quello di riformare la cosa pubblica e quindi di garantire che ci sia una giustizia in tempi brevi e certi ma anche che ci sia una giustizia autenticamente giusta, basata su quell’equilibrio necessario che oggi molte volte non c’è".
- 22/02/2010 21:58
il betto
e' anni che fa lo schiavetto di silvio. e' diventato da pittbul a ciuaua, e adesso alza la cresta? ridicolo - 23/02/2010 01:30
Pier luigi
che coraggio da leone adesso vorrebbe riforme condivise che caro..,dopo i vari lodi,i vari condoni, i vari mafiosetti,le varie prostitute o escort ma mignotte sono sempre..la forma?io non rubo ma adoro dire parolacce,loro rubano ma parlano per bene chi va' in galera ?nessunooo evviva la banana republic tutti fuori a fare i fenomeni con i soldi degli italiani onesti..condivido sapete cosa,la voglia di portare mio figlio a studiare in una nazione non marcia,dove conta la bravura non le raccomandazioni e i contributi che verso vanno a un'amministrazione responabile non a un branco di puttanieri corrotti.caro fini vogliamo pulizia,gente onesta non sta' marmaglia cosa dovremmo condividere?le riforme?ma che riforme la gente non arriva a fine mese e parla di riforme.....e mettete in regola i portaborse che è uno schifo che chi lavora per un parlamentare lavori in nero...roma ladrona? - 23/02/2010 10:22
pina
a 5 anni !!!!!!!fuori per sempre - 23/02/2010 11:05
beau geste
oh, qui fini, cominica a dire cose buone! infatti, come ha ragione fini nel proporre una legge che tuteli la politica da infiltrazioni criminali, ha ragione anche la russa nell'affermare che le liste elettorali non le fanno i magistrati politicizzati. - Sono presenti 4 commenti
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