Stop anche al 'listino' di Renata Polverini Schifani: garantire il diritto di voto
L'esclusione arriva dopo la mancata ammissione della lista del Pdl alla provincia di Roma. Il problema sarebbe 'burocratico'. Bossi: "Dilettanti allo sbaraglio". Pomeriggio di riunioni fra via dell'Umiltà e palazzo Grazioli. Maroni: "Non ci sono condizioni per un intervento del governo"
Roma, 2 marzo 2010 - Listino e lista civica Polverini fuori dalla competizione elettorale. Questioni burocratiche e dunque ‘facilmente risolvibili' all’origine della prima esclusione ed un simbolo troppo simile a quello della lista Fabio Polverini per la seconda. La notizia viene accolta con un misto di incredulità e rabbia negli ambienti del Pdl laziale: "Sembra assurdo, ma è cosi", è il commento che circola.
Renata Polverini, in conseguenza dell' esclusione del listino a lei collegato, allo stato non e' più candidata alla presidenza della Regione Lazio. Secondo la legge elettorale regionale, infatti, il candidato presidente e' necessariamente capolista del listino a lui collegato.
LA CANDIDATA - Al termine dell’incontro a palazzo Grazioli con il premier Silvio Berlusconi, la candidata del centrodestra per la presidenza della Regione Lazio Renata Polverini si dice “ottimista” sull’esito delle vicende delle ultime ore che hanno riguardato le liste che la sostengono nella corsa elettorale. “Stiamo facendo quello che serve e che hanno richiesto dal Tribunale. Sono ottimista”, dice Polverini. A chi le chiede se anche il Cavaliere sia ottimista, la candidata alla presidenza della Regione Lazio replica: “Sì, sì”.
Polverini ha saputo dell’esclusione dalle agenzie questo pomeriggio nella sede del suo comitato elettorale in via Imbriani. Subito dopo, visibilmente contrariata, e’ uscita dalla sede e si e’ allontanata in macchina annullando il suo appuntamento elettorale delle ore 15, per recarsi a un vertice convocato nella sede romana del Pdl a via dell'Umiltà. Dopo le 17 si è recata da Berlusconi a Palazzo Grazioli.
All'ordine del giorno della riunione in via dell'Umiltà la mancata ammissione del listino e della lista civica alle prossime elezioni regionali. Assieme alla Polverini, siedono i coordinatori regionali Vincenzo Piso e Alfredo Pallone, il senatore Andrea Augello, il segretario regionale dell'Udc, Luciano Ciocchetti, e l'avvocato e responsabile dell'ufficio elettorale del Pdl Ignazio Abrignani.
IL PASTICCIO - La lista, che era stata acquisita con riserva, ha un simbolo troppo simile a quello del candidato di una lista collegata a Forza Nuova di Roberto Fiore. Mentre la lista di Renata Polverini ha un simbolo rosso con il tricolore sotto, quello di Fabio Polverini ha la scritta Fabio in rosso e Polverini in bianco con la dicitura candidato per la regione Lazio. La lista con la candidatura di Fabio Polverini è stata presentata prima.
La questione meramente "burocratica" all’origine dell’esclusione del listino sarebbe la mancanza di una delega o un timbro. Se così fosse - viene e sottolineato - il problema sarebbe tempestivamente risolvibile.
MARONI - "Non si possono cambiare le regole" e "escludo un intervento del governo perché non ci sono le condizioni. Non ci sono precedenti". Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha risposto così ai cronisti che al Senato gli hanno chiesto se ci sarò un intervento del governo sulla mancata ammissione della lista del Pdl alla provincia di Roma.
BOSSI - ''Sono dilettanti allo sbaraglio''. Lo afferma il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, a proposito dell'esclusione di alcune liste del centrodestra in Lombardia e nel Lazio per le elezioni regionali. Il ministro, interpellato a Montecitorio, non ha voluto aggiungere altri commenti in merito.
BONINO - "Perché lo chiedete a me? Io non sono un giudice, ci sono gli organi preposti per decidere su queste vicende. Noi abbiamo il bollino a posto": così la candidata del centrosinistra alla presidenza della Regione Lazio, Emma Bonino, a margine di una iniziativa elettorale. "Io vado avanti nella mia campagna elettorale - aggiunge Bonino - parlando con i cittadini. Per il resto, le procedure sono stabilite per legge: chi ha il dovere di controllare e monitorare lo faccia nel rispetto della legge. Questa - conclude - è l’unica garanzia di convivenza civile per tutti. Noi abbiamo il bollino a posto e quindi eccomi qua tra i cittadini, come sarà domani e dopo domani".
SCHIFANI - "Mi auguro fortemente che, nel rispetto delle regole, possa essere garantito il sacrosanto diritto di voto di tutti i cittadini previsto dalla Costituzione", ha detto il presidente del Senato Renato Schifani. "E mi auguro -ha proseguito - che prevalga, sempre nel rispetto delle regole, la sostanza rispetto alla forma, quando questa non è essenziale".
Quanto alle possibili soluzioni da adottare, la seconda carica dello Stato ha aggiunto: "Non sta a me prevedere leggi di proroga o di riapertura dei termini. Mi auguro fortemente e tifo perchè si possa garantire il voto a tutti i cittadini e che questi non vengano spogliati di un diritto costituzionalmente garantito".
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