Bersani: "Il premier, un agitatore Ora blocchiamo tutti i ricorsi"
Il segretario del Pd parla di ricostruzione fantasiosa: "Inutile prendersela coi magistrati: il verbale dei carabinieri chiarisce tutto". E l'Idv: "Solo bugie nel vangelo secondo Silvio"
Roma, 10 marzo 2010 - “Berlusconi si comporta più da agitatore politico, da capolista che come capo del Paese, di tutti gli italiani”. Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, giudica così le affermazioni fatte dal presidente del Consiglio nella conferenza stampa di oggi.
Bersani definisce inoltre “fantasiose” le ricostruzioni fatte dal premier sulla mancata presentazione delle liste del Pdl per le regionali nel Lazio e aggiunge: “E’ inutile prendersela con i magistrati, c’è un verbale dei carabinieri che chiarisce tutto. Direi che il Pdl si e’ denunciato da solo”. Perciò l’appello del leader del Pd è: “Lascino operare in serenità chi deve operare, se invece vogliamo provare a dare un giudizio riassuntivo di questa vicenda bisogna dire che è stata segnata da errori e limiti, da arroganza e inconcludenza. Il governo del fare ha dimostrato di essere un governo del fare confusione”.
LA PROPOSTA DEL PD
Il Pd propone di fermare le bocce e tornare ai temi della campagna elettorale. Durante una conferenza stampa il segretario Pier Luigi Bersani ha proposto che il Pdl blocchi i ricorsi nel Lazio, assicurando che il Pd a quel punto li bloccherà in Lombardia. "Cerchiamo di determinare un clima nel quale finalmente si possa parlare di quel che interessa i cittadini italiani, a partire dal lavoro".
Bersani respinge anche l’accusa di Berlusconi: "Nessuno ha mai pensato di escludere le liste altrui".
Innanzitutto il segretario Pd spiega che non avrebbe «nessuna voglia di tornare sulla nota questione» ma si considera tirato in ballo da «un presidente del Consiglio che si è presentato ancora una volta più come capolista che come capo del governo di tutti gli italiani».
Bersani conferma di aver ricevuto una telefonata dal sottosegretario Letta «un quarto d’ora prima del Consiglio dei ministri. Letta, cortesemente, mi ha anticipato i contenuti del decreto e io gli ho confermato la nostra contrarietà».
Mentre si sarebbe aspettato un altro gesto: «avrebbero dovuto riconoscere il loro errore e rivolgersi all’opposizione» per trovare una soluzione. Invece «aggiungendo confusione a confusione» si è decisa la via del decreto e così facendo «da settimane e settimane passiamo il tempo su temi che non interessano agli italiani». «Dico basta - propone dunque il leader Pd - mettiamo un punto fermo, l’Italia è uno Stato di diritto».
Stop bilaterale, dunque, ai ricorsi e al centro i temi della campagna elettorale. «Continuiamo a parlare di legittimo impedimento, di processi brevi, e non pensiamo al tema del lavoro, dell’occupazione, ai temi sociali». Per il Pd, allora, questa settimana la mobilitazione che culminerà con la manifestazione di Roma «sarà un appuntamento di proposta e non di protesta sui temi ‘democrazia e lavorò, una mobilitazione positiva con una piattaforma positiva».
Per Bersani il tema della democrazia dovrà essere declinato anche sotto il profilo di una democrazia che funzioni, di un Parlamento che non venga «sempre bloccato da continue richieste di voti di fiducia», ma tutto «nel pieno rispetto dei principi costituzionali». Perchè «continuando a picconare il meccanismo delle regole non si arriva al punto delle cose importanti per i cittadini».
Il leader Pd respinge anche l’accusa di aver voluto ‘vincere a tavolino': «noi non l’abbiamo cercata questa situazione, ma nemmeno ci si può chiedere la connivenza per strappare le regole a favore di qualcuno. Non è la prima volta che una lista viene esclusa» ma nessuno aveva mai pensato di intervenire per salvarne solo una: «rimettiamoci alle valutazioni degli organismi giudiziari». Quanto alla legittimità del decreto salvaliste, Bersani ripete che «evidentemente non hanno preso bene le misure».
IDV: SOLO BUGIE NEL VANGELO SECONDO SILVIO
Italia dei valori definisce “il vangelo secondo Silvio” la ricostruzione fornita dal premier sull’esclusione della lista del Pdl nel Lazio: “Ora ci aspettiamo un decreto che stabilisca che è vero solo quello che dice lui”, dice il presidente del Gruppo Italia dei Valori al Senato, Felice Belisario, commentando le dichiarazioni di Berlusconi in conferenza stampa.
“Il presidente del Consiglio - spiega Belisario - ci ha fornito una articolata quanto personale ricostruzione di quello che sarebbe accaduto a Roma il giorno della presentazione delle liste, ribaltando la realtà, raccontando un mucchio di vergognose bugie, smentendo i carabinieri e attaccando giudici del Tar. La verità è che purtroppo per gli italiani Berlusconi non conosce il significato della parola `autocritica`, sa solo scaricare sugli altri la responsabilità degli errori suoi e dei suoi funzionari.
Ha ragione solo quando dice che `i cittadini sono stanchi`. E` vero, sono stanchi di questa maggioranza pasticciona, incapace pure di presentare le liste, preoccupata solo di come risolvere i guai giudiziari del presidente del Consiglio ma soprattutto non in grado di governare il Paese. Berlusconi - conclude Belisario - faccia solo un piacere agli italiani: vada a casa”.
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