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Bersani: "Vinciamo 7-6" Silvio: "Io tranquillo" La Regione Lazio ricorre alla Consulta

Continua la campagna elettorale: con Bossi che promette si andare in piazza col Pdl e Di Pietro che avverte: "Sarà la piazza a mandare via il governo". E il leader Udc: "Silvio dovrebbe fare mea culpa" . Intanto la Regione Lazio chiede alla consulta di sospendere il decreto 'salva-liste'

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Roma, 10 marzo 2010 - Continua la campagna elettorale per le regionali. Pierluigi Bersani si sbilancia sul risultato finale: "Spero e penso che avremo la maggioranza delle regioni. Vincere sette a sei è già un bell’obiettivo. Mentre qualche mese fa ci davano nella riserva indiana, oggi si vede che non è così. Le cose cambiano".


Silvio Berlusconi manifesta tranquillità
: "Io sono tranquillo - dichiara a margine di una conferenza stampa al ministero dell’Economia - e lo ero anche ieri...".


Pier Ferdinando Casini critica le manifestazioni di piazza organizzate dal centrodestra e dal centrosinistra: "Sono il segnale di una patologia, dovuta a questo bipolarismo degradato e rissoso. Il Pd segue il pifferaio magico, Antonio Di Pietro, così come il Pdl è schiavo della Lega".


Bossi, intanto, dichiara la disponibilità della Lega a scendere in piazza. "Se ce lo chiede Berlusconi noi ci saremo - dice Bossi - è vergognoso che il principale partito italiano venga escluso dalla competizione elettorale a Roma e provincia".


Il centrosinistra prepara la manifestazione di sabato. "Sabato l’Idv sarà in piazza insieme al Pd e alle altre forze della società civile - dice Di Pietro - per far sapere agli italiani che è ora di muoversi prima che sia troppo tardi contro questo regime. Sarà la piazza per mandare a casa Berlusconi".


Casini è critico con Berlusconi: "Dovrebbe fare un mea culpa, invece di attaccare giudici e radicali. Si comporta come il padre di un figlio bocciato che, invece di prendersela con il ragazzo che non studia, attacca il professore che lo ha bocciato".


Dal canto suo Storace attacca Casini
: "Tutti ci chiediamo se l’onorevole Casini le elezioni nel Lazio vuole vincerle o se gioca a perderle. È incomprensibile il nuovo attacco a Berlusconi. Credo che gli alleati della Polverini debbano fare fronte comune, anzichè pensare alle teste da far rotolare".

 

IL DECRETO NEL MIRINO - Intanto la Regione Lazio ha depositato alla cancelleria della Consulta il ricorso, con istanza di sospensiva, in merito al decreto 'salva liste' varato nei giorni scorsi dal Consiglio dei Ministri. Il ricorso è stato redatto dal prof. Federico Sorrentino. Ora, il presidente della Corte Costituzionale Francesco Amirante, dovrà fissare una camera di consiglio, che potrebbe svolgersi già nei prossimi giorni, per decidere se sospendere o meno l’effetto del decreto.

 

A spiegarlo le motivazioni è il vice capo di gabinetto della presidenza della Regione, Salvatore Bellomia, precisando che con tutta probabilità l’udienza per la valutazione dell’istanza cautelare dovrebbe svolgersi in tempi brevi, senz’altro prima delle elezioni, mentre la sentenza definitiva arriverà presumibilmente solo dopo il voto.

 

“Nel ricorso - spiega Bellomia - sono sollevati diversi profili. Il più importante riguarda la violazione dell’articolo 122 della Costituzione. La materia elettorale è di competenza regionale nei limiti dei principi generali stabiliti con legge dello Stato.Perciò il decreto, dal momento che non detta principi generali, è illegittimo”.

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