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Dal premier siluri contro i pm Bossi: "Silvio farebbe meglio
a non parlare al telefono"

Berlusconi su Trani: "Inchiesta risibile". E ancora: "Csm sconfessato da Napolitano". Sulla vicenda delle liste: "Hanno tentato di escluderci guarda caso nelle due città più importanti". Poi lancia un appello ad andare a votare: "Astenersi significa avvantaggiare la sinistra". In serata cena con i deputati del Pdl: partono nuove bordate

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Roma, 17 marzo 2010 - Berlusconi lancia nuove parole di fuoco contro le toghe. Un’inchiesta "risibile", che ha il solo obiettivo di "dettare i temi e i tempi della campagna elettorale". Così in collegamento telefonico con una manifestazione elettorale ad Avezzano, il presidente del Consiglio torna a criticare l’inchiesta di Trani e ad attaccare la magistratura. "Invece di poter ricordare tutti i risultati di due anni straordinari di governo, è scesa in campo la magistratura che fa politica, dettando temi e tempi della campagna elettorale, prima con una falsa tangentopoli che non c’è, sono solo singoli casi da punire, poi gettando fango su quanto fatto in Abruzzo, poi cercando di escludere la lista Pdl a Milano e Roma, dando la colpa ai nostri rappresentanti che non hanno alcuna responsabilità ma è colpa dei magistrati che hanno violato la norma, poi questa risibile inchiesta di Trani con la distribuzione delle intercettazioni ai loro giornali”.

 

Così facendo, “hanno catalizzato l’attenzione su questi temi, impedendoci di fare confronti tra i successi del nostro governo nazionale e regionali e i disastri e gli sperperi della sinistra in 11 regioni su 13: Campania, Calabria, Piemonte, da tutte queste regioni rosse vengono tanti italiani a farsi curare nella sanità del Veneto e della Lombardia. Dobbiamo impostare la campagna elettorale su quanto di buono abbiamo fatto noi e quanto di negativo hanno fatto loro nelle loro regioni".

 

Ma il premier va all'attacco anche sulla vicenda delle liste. "Hanno tentato di escludere le nostre liste guarda caso nelle due città più importanti e cioè Milano e Roma accusando i nostri rappresentanti quando invece sono stati proprio i magistrati a violare le norme".

 

Appello anche ad andare a votare. "La sinistra si affanna nel dire che ciò che è successo in Francia, dove ha votato soltanto un elettore su due, succederà anche in Italia: ma io non credo che sarà così perché gli italiani sono saggi e sanno bene che non andare a votare significa avvantaggiare la sinistra". Il premier ha invitato "tutti" ad andare a votare il 28 e il 29 marzo.

 

In serata poi Berlusconi, intervistato al Tg2, sulla polemica tra il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, e il Consiglio superiore della magistratura, ha detto: “L’iniziativa del Csm, sconfessata dall’intervento del Presidente Napolitano, è l’ennesima dimostrazione di un uso intollerabile della giustizia per fini di lotta politica contro di noi”.

 

In serata il premier ha poi partecipato a una cena, in un castello fuori Roma, con i deputati del Pdl, dove ha annunciato che la prima riforma nel calendario subito dopo il voto delle Regionali è quella delle intercettazioni.

 

Berlusconi si è poi detto ottimista sul fatto che chi ha diffuso le intercettazioni venga scoperto e speranzoso che i responsabili della fuga di notizie siano puniti. Il premier ritiene infatti che sia "vergognoso" che le conversazioni del capo del governo siano rese note. Per questo - ha auspicato che chi ha fatto trapelare le intercettazioni sia punito secondo la legge.
 

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