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"La 'suocera' di Fini e il contratto Rai" Bufera sull'ex leader An

Francesca Frau, madre di Elisabetta Tulliani, compagna del presidente della Camera, secondo il sito Dagospia ha stipulato un contratto di collaborazione con Rai Uno in cambio di 1 milione 485 mila euro. Berlusconi solidale con il rivale

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Gianfranco Fini, 58 anni, durante il suo intervento alla direzione nazionale del Pdl

Roma, 28 aprile 2010 -  Bufera su Gianfranco Fini dopo che  Dagospia e Il Giornale hanno pubblicato ampi servizi sulla "suocera" del presidente della Camera - Francesca Frau, madre di Elisabetta Tulliani, compagna di Fini -  che lavora per Rai Uno, come Giancarlo, fratello della Tulliani e quindi  "cognato" dell'ex leader di An nel 2009 ha lavorato per Rai Due.

La donna, madre della compagna di Fini, Elisabetta Tulliani, sarebbe a capo di una società che produce programmi televisivi: uno di questi, «Festa Italiana» (trasmissione «di scarso share», secondo il Giornale) sarebbestato pagato dalla Rai 1,5 milioni di euro. Di qui il titolo di apertura del quotidiano: «Un milione alla 'suocera' di Fini, paga mamma Rai», rafforzato dal titolo di pagina 7 «La 'suocera' di Fini fa i milioni con gli appalti Rai».

Scrive stamane il Giornale, in un articolo a firma Laura Rio: "Un lavoro alla «suocera» non si può negare. La «suocera» in questione è quella di Gianfranco Fini, il presidente della Camera e secessionista (per poche ore) del Pdl, le cui diatribe con il premier volano a ricaduta anche sulla Tv di Stato. Bene, l'altro giorno avevamo scritto che tra i produttori in fibrillazione per la rottura tra finiani e berlusconiani, temendo ripercussioni, c'era anche Giancarlo Tulliani, fratello della compagna di Fini, Elisabetta.



Al «cognato» Tulliani, attraverso un intricato sistema di società, è riconducibile la realizzazione di una parte di Festa italiana, programma del pomeriggio condotto da Caterina Balivo su Raiuno, la rete diretta dal finiano doc Mauro Mazza. Lo spazio si chiama "Per capirti", una sorta di talk dedicato al rapporto tra genitori e figli. Insomma un piede messo dentro il canale ammiraglio della Rai, un lavoretto che viene lautamente ricompensato: un milione e mezzo di euro.



Precisamente ottomila euro a puntata per 183 puntate. Tra l'altro il programma della Balivo la scorsa stagione era realizzato totalmente all'interno della Rai, mentre quest'anno un pezzetto è stato appaltato all'esterno senza che ci si guadagnasse in ascolti e dunque ci fosse una reale resa a fronte dell'investimento economico.


Ieri, il sito Dagospia ha approfondito l'argomento, sciorinando nei dettagli la matassa intricata dei rapporti tra la società di produzione e la famiglia Tulliani. In sostanza, nel complicato sistema di scatole cinesi, la maggioranza della società che produce la trasmissione, denominata Absolute Television Media (sigla AT Media), è detenuta da Francesca Frau.

E chi è questa signora sconosciuta nel giro dei produttori che lavorano per la Rai? È la mamma di Elisabetta e Giancarlo Tulliani, dunque la «suocera» (le virgolette valgono perché non sono sposati) di Fini. Non risulta che la signora Frau, 63 anni, abbia una lunga esperienza nel campo televisivo, almeno non nelle reti pubbliche. Così, scava scava, viene il dubbio che lei compaia ufficialmente nei documenti ma dietro ci sia qualcun altro.


Giancarlo Tulliani non risulta nella compagine societaria delle varie società che sono spuntate nel giro di pochissimo tempo (Elisabetta è fidanzata con Fini dal 2007) e intestate alla madre, tra cui la Absolute Television srl e la Giant Enterprise srl, che, per dirne un'altra, sembra l'abbreviazione di Giancarlo Tulliani. Compare invece nella prima società denominata Giant Enterprise Group, liquidata nel 2008. Comunque sia, in ballo nella produzione di Festa italiana c'è la famiglia Tulliani. A trattare in Rai di solito va Roberto Quintini, che detiene una parte della Group srl, a sua volta proprietaria di una parte di At Media.



Certo si dirà, nella Tv pubblica funziona tutto così: ogni partito ha i suoi referenti, molti uomini raggiungono posti di potere attraverso raccomandazioni politiche per non parlare delle vie «facilitate» di certe attricette o vallette. E, in molti casi, il risultato finale può anche essere una buona programmazione che fa risultati d'ascolto, come è il caso della rete diretta da Mauro Mazza. Ma certo è meglio che la «moglie» di Cesare sia al di sopra di ogni sospetto, soprattutto quando Cesare è il Presidente della Camera.

Comunque, Dagospia ieri è andato giù duro, ricordando anche le imprese passate della famiglia della compagna. Che aveva già provato a entrare con scarso risultato nella ghiotta torta delle produzioni Rai. L'estate scorsa per esempio la società della signora Frau aveva provato a realizzare uno show musicale intitolato Italian Fan Club Music Award's, andato in onda su Raidue e che si era tramutato in un flop di ascolti. Poi si era deciso di tentare con Raiuno.



Ma da sempre Elisabetta cerca di dare una mano al fratello più piccolo. Ai tempi in cui era fidanzata con Luciano Gaucci, riuscì a far nominare Giancarlo ai vertici della Viterbese, squadra che era di proprietà dell'ex presidente del Perugia, d'altronde lei era diventata presidente della Sambenedettese.

Questo prima di scoprire di essere più portata per ruoli artistici, tanto da entrare nel grande ventre Rai e finire a partecipare a trasmissioni come Mattina in famiglia e Unomattina. Una passione rimasta anche quando si è fidanzata con Gianfranco Fini (con cui ha avuto due figlie e che nel frattempo si era lasciato con la moglie Daniela) e trasmessa, guarda caso, all'intera famiglia sotto un'altra veste, quella di produttori di programmi".

SOLIDARIETA' A FINI

Sin qui il Giornale. Anzichè pronunciarsi sulla veridicità del servizio, che sinora non è stato smentito da nessuno, molti politici hanno rilasciato dichiarazioni di solidarietà a Fini. «Esprimo la più convinta solidarietà a Gianfranco Fini per gli attacchi personali che quest'oggi il Giornale gli ha mosso», attacca Silvio Berlusconi. «La critica politica, anche più severa -sottolinea il presidente del Consiglio- non può trascendere in aggressioni ai familiari e su vicende che nulla hanno a che fare con la politica. Tali metodi, che assai spesso ho dovuto subire personalmente, non vorrei mai vederli applicati, specie su giornali schierati con la nostra parte politica».

Ma attestati di solidarietà giungono numerosi, dagli esponenti più autorevoli del Pdl :«Non si può non esprimere pubblica solidarietà», dice Niccolò Ghedini, parlamentare e avvocato di Silvio Berlusconi, che aggiunge: «Il confronto politico sia all'interno sia a maggior ragione tra soggetti di partiti diversi può essere, a volte, aspro e forte. La stampa, con un'opera insostituibile di controllo e ausilio della democrazia, informa degli sviluppi di tali confronti e assai spesso fornisce argomenti e spunti per la dialettica fra le parti. È condivisibile - osserva Ghedini - che un giornale prospetti anche vivacemente le proprie opinioni critiche nei confronti degli uomini politici, ma gli attacchi personali e familiari possono avere una ragione di essere soltanto se intimamente e comprovatamente collegati all'attività politica».
 

«Capisco - dice dal canto suo il portavoce e sottosegretario Paolo Bonaiuti - la necessità di forzare i titoli da parte
dei quotidiani, però c'è solamente un dibattito. Sono convinto che chi deve giudicare la linea di un partito e quella di un governo sono sempre gli elettori».

La Russa, rivale politico di Fini nel Pdl, sottolinea l'aspetto personale della vicenda: «Non ho apprezzato nel modo più assoluto che una vicenda politica sia diventata notizia di prima pagina per l'operato professionale della madre di Elisabetta Tulliani. Ho conosciuto Elisabetta lo stessogiorno il cui l'ha conosciuta Fini e conosco il suo attaccamento disinteressato a Gianfranco. Per questo rendo onore e merito a questa ragazza sempre bistrattata, ma che sa stare a fianco del suo uomo nella maniera più giusta». La Russa conclude: «In questa dichiarazione non c'è tatticismo e lo dico più per Elisabetta che per Gianfranco».

Anche il presidente del Senato, Renato Schifani, si è affrettato a esprimere tutta la propria solidarietà a Gianfranco Fini con una telefonata i cui ha dato «la più sincera solidarietà al Presidente della Camera, Gianfranco Fini, per l'articolo apparso oggi su 'Il Giornalè».

Controcorrente va il deputato Giancarlo Lehner del Pdl: "Do' tutta la mia solidarieta' a Feltri. Feltri e' l'incarnazione della liberta' di stampa: quando ha la notizia, non guarda in faccianessuno e non si chiede se e' opportuna. La pubblica e, talora, la sbatte in prima pagina.Il popolo della liberta' puo' mai essere ostile alla liberta' del giornalista Feltri?".

 

BOSSI ' NO A ELEZIONI ANTICIPATE

Intanto, avverte Bossi, se non le vuole la Lega non c’è il rischio di elezioni anticipate. Lo dice il leader del Carroccio,Umberto Bossi, intervistato da Radio radicale. E la lega non le vuole? "No - risponde Bossi - Voglio solo fare il federalismo". Il leader leghista ha sottolineato che senza federalismo fiscale anche l’Italia corre i rischi della Grecia.

 

Gianfranco Fini è d’accordo nel fare il federalismo e scongiurare così il rischio di elezioni anticipate? "Sotto sotto, penso di sì - risponde -. Adesso è tutto preso a cercare di tamponare le beghe avvenute con Berlusconi e quindi si lascia andare a ragionamenti ai quali non crede nemmeno lui. Sa anche lui che occorre fare il federalismo fiscale".

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