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Caso Brancher, il Pd presenta la mozione di sfiducia. Ok dall'Idv Bossi: è stato un errore

Franceschini: "La nomina assume sempre di più caratteri oscuri, che devono essere chiariti fino in fondo e non basta certo la rinuncia a esercitare il legittimo impedimento in un’udienza a fare chiarezza"

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Roma, 29 giugno 2010 - Una mozione di sfiducia nei confronti del ministro per il Decentramento, Aldo Brancher, verrà presentata alla Camera. Lo annuncia il presidente del gruppo Pd a Montecitorio, Dario Franceschini, e giunge subito l’ok dell’Italia dei valori, con il presidente dei deputati, Massimo Donadi.

"La nomina del ministro Brancher - ha detto Franceschini - assume sempre di più caratteri oscuri, che devono essere chiariti fino in fondo e non basta certo la rinuncia a esercitare il legittimo impedimento in un’udienza a fare chiarezza su questa vicenda inqualificabile. Anche per questo presenteremo formalmente, ai sensi dell’articolo 115 del regolamento della Camera, la mozione di sfiducia individuale per il ministro Brancher. Comincerà la raccolta di firme tra i parlamentari e speriamo sia la più larga possibile, anche tra gli altri gruppi dell’opposizione. Questo passaggio è indispensabile per fare chiarezza. Sulla sfiducia individuale si vota per appello nominale e quello sarà il modo per fare fino in fondo chiarezza. Se il ministro Brancher decidesse di dimettersi prima di quel voto, farebbe finalmente un servizio al paese. In certi casi bisogna capire che farsi da parte è la cosa migliore e l’unica giusta che si può fare".


Conferma l’adesione all’iniziativa il capogruppo Idv Donadi, che spiega: "La mozione di sfiducia unitaria da parte dell’opposizione l’avevamo chiesta subito. Non ha importanza chi sia il primo firmatario ed è legittimo, comunque, che ad esserlo sia il capogruppo del maggior partito di opposizione".
La formula scelta, che prevede le firme dei parlamentari e non ha il ‘cappellò di questo o quel gruppo, potrebbe consentire adesioni anche da parte di esponenti di Udc e Api.
Per il regolamento della Camera servono almeno 63 firme di deputati per presentare una mozione di sfiducia individuale nei confronti di un ministro.

E LE DELEGHE? - Intanto il senatore del Pd, Stefano Ceccanti, fa notare che "Il sito del governo pubblica il decreto del Presidente della Repubblica di nomina di Brancher che cita esplicitamente il decreto del presidente del Consiglio dei ministri di assegnazione delle deleghe con la medesima data e di cui ancora non c’è traccia. Forse trattandosi di federalismo si vuole attendere il 4 luglio, festa dell’indipendenza degli Stati Uniti d’America, patria del federalismo?".

 IDV: RIDIAMO DIGNITA' AL PARLAMENTO -  "In questo momento non occorrono distinguo, ma è fondamentale che ogni singolo parlamentare risponda alla sua coscienza e ai cittadini su un atto di una gravità inaudit, afferma il presidente dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, in merito alla mozione di sfiducia al ministro Brancher.
"Brancher è stato nominato ministro solo per non farsi processare e questo è un atto non solo immorale ma che umilia profondamente le istituzioni e la democrazia. Noi ci appelliamo a tutti i deputati, al di là degli schieramenti, affinchè appongano le loro firme su un atto di sfiducia che potrà ridare dignità all’azione politica di questo Parlamento", conclude.

 

BOSSI -  Il caso Brancher? "È chiuso, basta". Umberto Bossi non commenta la mozione di sfiducia preparata dal Pd e dall’Idv nei confronti del neoministro del Decentramento ma sottolinea ancora una volta che "si è trattato di un errore. È stato fatto un errore sulle deleghe", spiega il ministro delle Riforme. 
 

 CALDEROLI -  Il ministro alla Semplificazione legislativa Roberto Calderoli difende la scelta di nominare un nuovo ministro, Aldo Brancher all’attuazione del Federalismo.
“Noi abbiamo dimezzato rispetto al numero di media del governo Prodi che ci ha preceduto. Credo fosse una scelta assolutamente necessaria e condivisibile”, ha affermato Calderoli in un’intervista a ‘Studio aperto’ (Italia1). “E’ chiaro che stiamo facendo molto più lavoro del governo Prodi con metà della pattuglia non è sempre una cosa semplice”.

‘FAMIGLIA CRISTIANA’: BRUTTA PARABOLA -  Nell’editoriale di questa settimana, firmato da Beppe Del Colle e intitolato ‘La brutta parabola del ministro’, ‘Famiglia Cristiana’ interviene sul caso sollevato dalla nomina a ministro di Aldo Brancher. “Siamo arrivati al colmo della nomina di un ‘ministro del nulla’, in funzione dell`ennesima legge ‘ad personam’ per sottrarre i politici alla Giustizia, mentre si tradisce la Costituzione sui temi della legge uguale per tutti, della libertà di stampa e dei fini sociali in tema di economia di mercato”, scrive il settimanale dei paolini.

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