Berlusconi furioso con Fini "O rientra o rompiamo"
Per ora la bilancia, almeno nel rapporto con Fini, pende dalla parte dello strappo con il Presidente della Camera, tanto che la tentazione non celata sarebbe quella di forzare la mano sulle intercettazioni
Roma, 3 luglio 2010 - Una furia contro Fini. Silvio Berlusconi, durante il vertice tenuto ieri a Palazzo Grazioli con lo stato maggiore del partito, non ha lesinato affondi contro un Presidente della Camera che “ieri con Bondi ha fatto cose da pazzi” (VIDEO). Un vero e proprio ultimatum contro l’ex leader di An, che traspare anche dalle parole di Fabrizio Cicchitto.
Un ultimatum che chi ancora mantiene rapporti con alcuni finiani deve incaricarsi di consegnare al Presidente della Camera. Il Cavaliere intende “prendere la situazione in mano”, tanto da aver assicurato ai suoi interlocutori, e poi ai telegiornali durante i quali è intervenuto, che entro lunedì il problema dovrà comunque essere risolto. O Fini rientra o sarà la guerra per farlo fuori politicamente, sarebbero stato il durissimo ragionamento che Berlusconi avrebbe riservato all’alleato.
Quanto al Colle, Berlusconi avrebbe sottolineato, confortato dai suoi interlocutori, come l’atteggiamento del Quirinale non sia del tutto chiaro nella delicata partita delle intercettazioni. Tanto da aver deciso di spendere la carta Gianni Letta per capire meglio “di quali modifiche si parla, cosa ci chiedono e cosa possiamo dare”. Anche perché, come ha sottolineato in un’intervista Nicolò Ghedini, “i commenti del Quirinale sono assai pregevoli, ma c’é un Parlamento: spetta a quest’ultimo decidere”. Come a dire, è il momento di mettere in chiaro limiti e competenze di ciascuno.
Per ora la bilancia, almeno nel rapporto con Fini, pende dalla parte dello strappo con il Presidente della Camera, tanto che la tentazione non celata sarebbe quella di forzare la mano sulle intercettazioni per vedere come si comportano in Aula i finiani. Anche dello scontro tra l’ex leader di An e Sandro Bondi si è parlato, con Berlusconi convinto che “Fini cerca l’incidente”.
“Quelli”, cioè i finiani come li chiama il Cavaliere, sono pochi e in caso di strappo sarebbero ancora di meno, secondo il premier: “Voglio vedere in quanti lo seguono se c’è la scissione”, avrebbe detto.
Lo scenario peggiore, quello della frattura, non spaventa comunque Berlusconi, tanto che secondo alcune fonti oggi avrebbe ricordato ai suoi interlocutori come il governo Prodi sia andato avanti con due senatori di vantaggio per due anni, quindi “possiamo farcela tranquillamente anche noi senza quelli”.
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