Brancher verso le dimissioni per rasserenare il clima
Il passo indietro gli era stato chiesto da una parte del partito. Domani si presenterà in udienza a Milano al processo sulla scalata della Banca Antonveneta e nel pomeriggio potrebbe lasciare il suo nuovo incarico
Roma, 4 lugglio 2010 - Aldo Brancher, neoministro del Decentramento, potrebbe rassegnare le dimissioni già domani. Il passo indietro gli era stato chiesto da una parte del partito, ma in ogni caso l’ufficiale di collegamento tra Pdl e Lega lunedì si presenterà in udienza a Milano (al processo sulla scalata della Banca Antonveneta) e poi nel pomeriggio potrebbe, secondo quanto si apprende, lasciare il suo nuovo incarico.
Aldo Brancher si è recato alle ore 19 a villa San Martino ad Arcore, attendendo il rientro di Silvio Berlusconi da Olbia. Un’ora la durata del colloquio. Brancher è arrivato ad Arcore con l’ intenzione di dimettersi, motivandola - secondo quanto riferiscono fonti parlamentari del Pdl - con la necessità di rasserenare il clima sia all’interno del partito che nell’esecutivo e ribadendo di non aver mai avuto la volontà di sottrarsi alla giustizia.
Dunque il ‘caso Brancher’ potrebbe risolversi già domani pomeriggio e quindi rendere inutile la mozione di sfiducia di Idv e Pd.
Ma il presidente del Consiglio, riferiscono fonti parlamentari del Pdl, si sta muovendo per compiere anche altri ‘passi'.
Il primo potrebbe essere una verifica di governo con l’obiettivo di un chiarimento definitivo all’interno della maggioranza. Il premier, spiegano le stesse fonti, sarebbe tentato dal percorrere questa strada proprio per compattare l’esecutivo. La mossa potrebbe successivamente portare anche ad un’altra operazione. Ovvero ad un mini-rimpasto di governo con la messa a punto della squadra.
In ambienti di maggioranza viene chiarito che nessuna decisione è stata presa ma che un’eventualità del genere potrebbe essere collegata con la scelta del nuovo ministro dello Sviluppo Economico. Nei giorni scorsi, per il dopo-Scajola, si era parlato di Giancarlo Galan con un leghista all’Agricoltura. Il premier in ogni caso, spiegano fonti parlamentari del Pdl, sta progettando un piano di rilancio dell’esecutivo.
Dopo la risoluzione del ‘caso Brancher’, Berlusconi ha intenzione di chiudere la partita sulla manovra. In un primo momento Berlusconi aveva pensato di tagliare per circa un miliardo le spese dei ministeri in modo da ‘accontentare' le regioni. Ma la strada sembrerebbe impraticabile.
È possibile, invece, che il presidente del Consiglio cerchi uno spazio di manovra minimo per venir incontro ai governatori, ma senza in ogni caso modificare i saldi del provvedimento. Berlusconi inoltre aprirà questa settimana per chiarire i suoi rapporti con Gianfranco Fini.
Difficilmente, al contrario delle previsioni, la partita si chiuderà a breve. "Parla come uno dell’opposizione, già è passato a sinistra", si è confidato il Cavaliere con alcuni ‘big’ di via dell’Umiltà commentando l’atteggiamento del presidente della Camera. Il presidente del Consiglio mercoledì incontrerà Giorgio Napolitano e ne potrebbe approfittare per illustrargli la sua posizione sia nei confronti dell’ex leader di An che sul tema delle intercettazioni.
Berlusconi mira in questo caso a soluzioni concordate con il Colle e ha ribadito ai suoi di non aver la minima intenzione di procedere a strappi. Se ci dovesse essere una forte resistenza del Colle sul provvedimento il ddl potrebbe anche essere così rimandatò a settembre con il rischio che finisca su un binario morto.
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