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Brancher si dimette, Berlusconi: "Condivido la scelta"

Il prmier: "Conosco e apprezzo ormai da molti anni l’onorevole e so con quanta passione e capacità avrebbe potuto ricoprire il ruolo che gli era stato affidato"

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Il ministro per il Federalismo Aldo Brancher, 67 anni (ap / Lapresse)
Il ministro per il Federalismo Aldo Brancher, 67 anni (ap / Lapresse)

Roma, 5 luglio 2010 - "Ho condiviso con Aldo Brancher la decisione di dimettersi da ministro. Conosco e apprezzo ormai da molti anni l’onorevole Brancher e so con quanta passione e capacità avrebbe potuto ricoprire il ruolo che gli era stato affidato". Lo dichiara il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, dopo l'annuncio del parlamentare di lasciare il suo incarico nell'esecutivo.

 
"La volontà di evitare il trascinarsi di polemiche ingiuste e strumentali - aggiunge - dimostra ancora una volta la sua volontà di operare esclusivamente per il bene del Paese e non già per interessi personali. Sono certo che superato questo momento l’onorevole Brancher potrà, come sempre, offrire il suo fattivo contributo all’operato del governo e alla coalizione". 

 

E plaude alla scelta anche un altro membro del governo, Ignazio La Russa. "Onore e merito a Brancher per aver fatto la scelta giusta e aver sciolto questo nodo. Onore e merito al presidente Berlusconi per avere agevolato questa scelta", dice il ministro della Difesa e coordinatore nazionale del Pdl all'AdnKronos.

 

La Russa ricorda che il premier "su nostro auspicio e su sollecitazione", aveva detto che si sarebbe impegnato in prima persona per "sbrogliare la matassa" e sciogliere i nodi sul tavolo, a cominciare dal caso Brancher. "Abbiamo tenuto le bocche cucite e io, ribadisco, dico onore e merito a Brancher, per aver preso la scelta giusta".

 

"Chapeau a Brancher - dice Italo Bocchino - Con le sue dimissioni e la rinuncia al legittimo impedimento il ministro ha sgombrato il campo dagli equivoci e favorito la soluzione di uno dei problemi più spinosi interni al Pdl".

 

"Ci fa piacere aver avuto ragione - puntualizza l'esponente del Pdl di area finiana - difendendo in maniera pignola il principio di legalità che non può essere offuscato dal sospetto di una nomina vera a sottrarre l’imputato dal suo giudice naturale. Il primo atto del 'ghe pensi mi' berlusconiano va incontro alle nostre richieste e siamo fiduciosi che lo stesso accadrà su intercettazioni, manovra e vita interna del Pdl’’.

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